domenica 21 marzo 2010

NEL NOME DI PEPPINO IMPASTATO, RADIO ONDA PAZZA NON DEVE CHIUDERE


.......Mi chiamo Michele Langella, un giovane di 26 anni, presidente dell’associazione Arci San Giovanni, un’associazione che lavora nell’ambito dell’anticamorra e con minori a rischio nel quartiere di San Giovanni a Teduccio, periferia orientale di Napoli. La nostra presenza sul territorio ci ha sempre contraddistinto dagli altri per la sua autonomia e l’impegno gratuito di chi crede ancora nei sani valori della legalità che i nostri giovani soci hanno profuso nel corso di questi anni. La nostra associazione ha sempre creduto che l’antimafia non è fatta solo di slogan e manifestazioni, ma soprattutto di un impegno costante sul territorio, a contatto con le fasce sociali più a rischio , con i ragazzi e i giovani di tutte le età. San Giovanni a Teduccio, nonostante sia stato uno dei quartieri operai della città fino agli anni ’80, attualmente giace in una situazione di assoluto degrado sociale, sia per la classe politica che lo governa e che non svolge il proprio dovere, sia per il diffondersi di una sub cultura camorristica che riconosce nella camorra un ruolo di potere e uno stile di vita. In questo contesto così difficile interviene la nostra associazione, attraverso percorsi di legalità all’interno delle scuole, attraverso il dialogo con le persone e attraverso la web-radio anticamorra “Onda Pazza”, fondata nel novembre del 2007.


Purtroppo, però, a causa dei debiti accumulati negli ultimi tempi, non possiamo più portare avanti le nostre attività e tutti i nostri sforzi saranno resi vani e i ragazzi che continuiamo a seguire, sia la mattina per attività contro la dispersione scolastica, sia il pomeriggio per laboratori creativi e ricreativi, gratuitamente, perderanno quello che è diventato negli anni un loro punto di riferimento.
Attualmente i nostri debiti ammontano a ottomila euro (fitto locale e forniture elettriche e telefoniche) e, nonostante il nostro appello pubblicato sul quotidiano Repubblica il 27 febbraio e il servizio del Tg Regionale andato in onda il 2 marzo, non è arrivata nessuna risposta .

Siamo convinti che la camorra sia un fenomeno sociale, culturale ed economico. Per questa ragione, ogni giorno, lavoriamo con i giovani del territorio: per costruire una cultura di legalità. Per quanto riguarda l'economia, da qui si sprigiona in tutto il mondo una rete economica malavitosa potentissima, che attecchisce ovunque vi siano economie floride. Capitali che finanziano traffico di droga ma soprattutto normalissime operazioni finanziarie. Crediamo che vi sia un'economia etica, che da tutto il mondo vuole mettere radici qui, anche per sostenere la nostra attività anticamorra. Se è vero che la forza della malavita è nell'economia, in essa deve trovare vita anche la lotta alle mafie: con il sostegno alla cultura della legalità.

Vi chiediamo umilmente un contributo economico che ci permetta di proseguire con le nostre attività e di mantenere aperto un luogo fondamentale per quei tanti ragazzi che rischiavano e rischiano tutt’ora di essere affascinati da modello ormai troppo diffuso a Napoli che è lo stile camorrista.

E, soprattutto, vi invitiamo a visitare la nostra associazione e vedere con i vostri occhi ciò che ogni giorno portiamo avanti con il cuore e con la passione che contraddistingue la maggior parte dei napoletani onesti.


Michele Langella
Presidente associazione “ Arci San Giovanni”

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