mercoledì 3 giugno 2009

IL MIO PUPO HA TRENT'ANNI

Il tratto di autostrada che l’adolescente deve (obbligatoriamente!) percorrere si può, ad un certo punto, ritenere concluso! E, nonostante lo stress “da spostamento”, egli è ben lieto di passeggiare, finalmente, per le vie di INDIPENDENZA, il paese più democratico che esista al mondo! Il guaio è che qualcuno non ha “azzeccato” l’uscita ed è giunto a diversa destinazione! Anche se pare che a lui l’equivoco non dispiaccia affatto! Anzi, mentre noi ci preoccupavamo di quanto si potesse sentire a disagio, confuso, in un territorio differente da quello programmato, lui si divertiva a visitare i posti più caratteristici di… MAMMONIA! Ecco, a proposito, il testo dell’e-mail che ci ha spedito: «Qui va tutto a meraviglia. Il paese è bellissimo e la gente sempre molto cordiale. E’ stata proprio una fortuna quel giorno deviare la strada! E sapete, a volte ho come l’impressione di aver già vissuto tutto questo. Una specie di déjà-vu, direi. Adesso vi devo lasciare. Un saluto dalla splendida Mammonia».
Mammone e contento, risulta proprio il caso di dire! Ed, infatti, non è esiguo il numero di uomini che, pur essendosi lasciati l’infanzia alle spalle da un bel po’, sembrano non avere alcuna intenzione di “abbandonare” la loro mamma. Sono quelli che, alla soglia degli “anta”, vivono ancora presso la famiglia d’origine: «E chi mi schioda più da qui! Sto così bene in questo autentico paradiso di convenienza e comodità! Chi me lo fa fare di accollarmi nuove responsabilità quando a casa c’è mamma che mi accudisce, mi vizia e mi stira ancora le camicie?». O quelli che, anche dopo il matrimonio, continuano a telefonare alla “mammina” mille volte al giorno, corrono da lei appena possono e non fanno niente senza prima aver ascoltato i consigli di “mammà”! Tutte premure che, d’altra parte, ella non disdegna assolutamente, dispensando pareri e suggerimenti a volontà! Come si giustifica questo tipo di mammone? «Di mamma ce n’è una sola e perciò voglio restarle “attaccato” il più a lungo possibile». «Anche a costo di correre il rischio che tua moglie si stanchi di dover sempre competere con una suocera invadente e seccatrice e si senta costretta ad importi il classico aut-aut: o lei o me?» gli diciamo noi.
Gli uomini che abbiamo inserito nella prima categoria pare proprio non vogliano staccarsi dalla sottana materna per ragioni pratiche più che affettive. Non hanno il problema di mantenere una famiglia o di trovare un nuovo appartamento. Mantengono un alto grado di libertà e nessuno impedisce loro di uscire la sera o di tornare la mattina dopo. Perché, allora, rinunciare ad un ménage tanto vantaggioso? Nel secondo caso, invece, è diverso. E più complicato, anche. Il motivo? Si tratta di individui psicologicamente immaturi, che non sono mai riusciti a superare quel famoso complesso di Edipo su cui tanto si espresse Freud! Certo, è stato ampiamente dimostrata l’importanza dello stabilirsi del più intenso rapporto affettivo possibile tra madre e figlio. Ma il problema nasce nel momento in cui tale sentimento si fa morboso e perdura oltre l’infanzia e le tempeste dell’adolescenza, non consentendo al giovane uomo “complessato” di svincolarsi dalla sua mamma “calamita”. Una donna che si è identificata totalmente col suo ruolo di madre, che ha sempre voluto dimostrare di essere la migliore e che non sopporta l’idea che altri (ed altre, soprattutto!) prendano il suo posto nel cuore del “figliolo”. Un consiglio? Provi ad ammettere che è proprio per il bene del suo “bambino” che dovrebbe avere la sensibilità e l’intelligenza di capire quando è ora di farsi da parte. Perché tanto un figlio maturo l’amerebbe anche se vivesse a tre isolati di distanza!

ANTONIETTA PARMENTOLA

BIBLIOGRAFIA

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