martedì 7 aprile 2009

COME AGISCE SATANA

Il capo dei ribelli fu Lucifero(meglio conosciuto come Satana, che sta a significare nemico) e quindi divenne il più orribile, perdette la sua bellezza, ma non la sua intelligenza e la sua potenza; così pure i suoi seguaci. Passare dalla somma felicità al sommo dolore, fu per i demoni il colmo della disperazione. Non potevano rassegnarsi a tanta perdita, l’odio contro la Divinità punitrice cominciò a divorarli; tanto che stabilirono di vendicarsi, non di Dio direttamente, essendo ciò impossibile, ma delle sue creature, col tentarle a ribellarsi al Creatore, affinché un giorno potessero anche loro cadere nell’inferno.
I demoni, essendo puri spiriti, cioè intelligenza e volontà, sono invisibili; ma hanno il potere di agire sulle cose materiali ed anche di prendere forma sensibile, di uomo, di donna, di animale ecc.
Il demonio ha il potere di suggerire il male, può tentare, ma giammai può costringere la volontà altrui a peccare, diversamente l’uomo non sarebbe libero; infatti il Signore ha dato all’uomo il libero arbitrio, capace di determinarsi al bene o al male.
La prima e maggiore astuzia del diavolo consiste nel negare se stesso e il maggiore presupposto perché possa raggiungere i suoi obiettivi sta nel far re mettere in dubbio o negare la sua esistenza.
Nella sua lotta contro l’uomo, l’avversario, il diavolo, esercita un’attività ordinaria, la tentazione che comprende:
1. I DESIDERI CARNALI: ci troviamo nella condizione di dover combattere i desideri della carne, che contrastano quelli dello spirito.
2. IL MONDO: un altro fronte di battaglia, ed ogni giorno più forte, è quello che ci presenta il “mondo”, ma questo non considerato come la creazione in sé, ma, piuttosto, come quell’ insieme di criteri, scopi, ideali, valori, ecc. che vengono valorizzati e adottati secondo i dominatori che si vanno imponendo attraverso i mezzi di comunicazione sociale e per mezzo di qualsiasi altro sistema che ci voglia imporre idee, comportamenti, atteggiamenti, ecc.., e che ci inducono al peccato, all’allontanamento da Dio e dalle sue leggi.
3. LA TENTAZIONE DIABOLICA: ci sono tentazioni che sono provocate direttamente dal demonio. Ricordiamo, per esempio, quelle di Gesù nel Deserto . “ … di nuovo il diavolo lo condusse con sé sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo con la loro gloria e gli disse: -tutte queste cose io ti darò se, prostrandoti, mi adorerai- ma Gesù gli rispose: - Vattene, satana! Sta scritto: Adora il Signore Dio tuo e a Lui solo rendi culto-. Allora il diavolo lo lasciò ed ecco gli angeli gli si accostarono e lo servivano.”( Mt 4, 1-11). Le tentazioni provocate dal maligno possono essere riconosciute per la loro sottigliezza, l’astuzia con cui vengono indotte, per la loro forza ed insistenza, oltre che per il modo improvviso e violento con cui generalmente si presentano.
4. OPPRESSIONE DIABOLICA : per oppressione s’intende l’influsso del demonio su di una certa area comportamentale o spirituale di una persona. Quando una persona subisce attacchi impulsivi ed opprimenti in un aspetto del suo comportamento personale, per desiderio assolutamente irrefrenabile di droga, alcol, ecc..,può darsi il caso di una forma di oppressione.

E un ‘attività straordinaria, che comprende tutta una gamma di disturbi malefici, di varia gravità e natura:
1. DISTURBI ESTERNI : sofferenze solo fisiche (battiture, flagellazioni, urtoni con varie conseguenze, cadute di oggetti ecc..). l’impressione è che il demonio agisca rimanendo all’esterno della persona.
2. POSSESSIONI DIABOLICHE: è la forma più grave e comporta la presenza permanente del demonio in un corpo umano, anche se l’azione malefica non è continua: si alternano le crisi a pause di riposo. Implica manifestazioni temporanee di blocco mentale, intellettivo, affettivo, volitivo. Possono sprigionarsi violente reazioni, conoscenza di lingue ignote alla persona,forza sovrumana, conoscenza di cose occulte o dell’altrui pensiero. Tipica l’avversione al sacro, spesso accompagnata da bestemmie .
3. VESSAZIONI DIABOLICHE: sono forme saltuarie di disturbi, oppure forme che colpiscono nella salute, nel lavoro, negli affetti, nei rapporti con gli altri ( alcuni effetti: arrabbiature senza motivo, tendenza all’isolamento totale …)
4. OSSESSIONI DIABOLICHE: pensieri ossessivi, spesso assurdi, ma tali che la vittima non è in grado di liberarsene, per cui vive in continuo stato di prostrazione, con persistenti tentazioni di suicidio. Spesso determinano come uno sdoppiamento della personalità. La volontà resta libera, ma come oppressa dai pensieri ossessivi.
5. INFESTAZIONI DIABOLICHE :non indicano i mali malefici sull’uomo, ma quelli che colpiscono luoghi ( case, uffici, negozi, campi…), oggetti ( automobili, cuscini, materassi, pupazzi…), animali.
6. SOGGEZIONI DIABOLICHE : indica quando volontariamente con un patto esplicito o implicito, ci si sottomette alla signoria del demonio.

Molte volte sono le persone che tramite la fattura o maleficio o anche maledizione chiedono l’intervento di satana per “nuocere agli altri”; quest’azione malefica viene compiuta solo su precisa richiesta ed è necessario che una persona sia intenzionata a colpirne un'altra e vada da un mago dicendo : “ voglio che tale persona non abbia pace…”
Non tutto ciò che le persone chiamano maleficio lo è realmente. Molte dicono di soffrire per un maleficio perché sono povere, malate o hanno delle grosse difficoltà.
Questo non vuol dire, però, che malgrado qualche esagerazione, non esistano veri malefici : ce ne sono e con una certa frequenza..
Il modo più comune per fare un maleficio consiste nell’usare degli oggetti per mezzo dei quali si esprime la volontà di fare del male ad una persona; si invoca la potenza di satana sull’oggetto perché gli imprima la sua forza malefica. Questo può essere fatto direttamente o indirettamente
Un modo diretto consiste nel far bere o mangiare alla “vittima” un alimento o una bevanda cui sia mescolato qualcosa che è il mezzo che dovrebbe produrre il maleficio. Gli ingredienti che vengono usati con maggiore frequenza sono: particelle di ossa di morti, di pietre di altare, sangue mestruale, parti di alcuni animali, certe erbe ecc.. l’efficacia malefica non dipende tanto dal materiale che viene impiegato quanto dalla volontà di fare del male a quella certa persona con l’intervento del demonio, e tale volontà si manifesta attraverso le formule occulte che si usano quando si fabbricano questi unguenti.
C’è un altro modo per fare un maleficio che possiamo chiamare indiretto e che consiste nel pronunciare un’invocazione malefica su oggetti che appartengono alla persona che si vuole danneggiare: su fotografie o una bambolina. Uno dei riti più comuni che vengono usati, consiste nel configgere spilli sulla testa del ritratto o del pupazzo, oppure in altre parti del corpo con l’intenzione che la persona soffra. Tutto questo viene fatto con un rito satanico. Ed in effetti, a volte alcune persone vittime di un vero maleficio dicono che si sentono trafiggere in una parte o in un'altra del corpo.

I diversi modi con i quali il maleficio opera per analogia su questi diversi materiali, possono ridursi a quattro.
1. L’INCHIODAMENTO consiste nel trapassare con qualcosa di acuminato un oggetto che rappresenti in qualche modo la vittima, con l’intento di fare allo stesso modo sulla persona causandole sofferenze acute e laceranti
2. LA PUTREFAZIONE vorrebbe provocare un “disfacimento” lento ma inesorabile della persona: attraverso una malattia inspiegabile la vittima arriva alla morte. Nei casi più comuni la putrefazione si ottiene sotterrando il materiale maleficiato; a volte si aggiunge l’inchiodatura per rendere il maleficio più efficace e devastante.
3. LA DISTRUZIONE COL FUOCO si pratica bruciando più volte l’oggetto sul quale si è trasferita idealmente la persona della vittima, per ottenere, in questa, una forma di consunzione più o mena analoga a quella descritta sopra.
4. L’annodamento, chiamato più spesso LEGATURA, si ottiene legando in vari modi il materiale di transfert oppure legando alcuni oggetti o cose come capelli, nastri, fili di stoffa, fazzoletti ecc… Rappresenta un impedimento che si vuole provocare nella persona maleficiata. Tale impedimento, difficoltà o impossibilità insormontabile a fare qualche cosa, e che è effetto della legatura, va intesa anche nel senso più ampio e si può manifestare nelle attività fisiche, fisiologiche e sociali; si tratta, quindi, di una forma molto particolare di maleficio, che viene usata da sola oppure in combinazione con quelle altre citate, allo scopo di renderle più forti, invincibili e in districabili.


CHIARA MARCARI

Nessun commento: