giovedì 1 gennaio 2009

MAMMINA SEI TUTTO IL MIO MONDO

Nessun essere umano diventa da solo protagonista dell’universo! A condividere con lui l’esperienza del venire alla luce una persona molto speciale: la sua mamma. Lei che lo ha atteso, desiderato, nutrito col suo sangue, ospitato nel suo grembo per ben nove mesi. Lei che adesso soffre (e gioisce!) insieme a lui per regalargli il biglietto… d’ingresso alla vita! Le pareti dell’utero si serrano contro di lui, lo spingono con ritmi inesorabili, lo strappano dal suo caldo mondo “incantato”. «Aiuto!»: un grido si innalza contro quella minaccia di morte! E poi? Finalmente la felicità. La mamma lo riceve teneramente sul suo seno ed egli riacquista fiducia nel ritrovare il battito di quel cuore, la culla di quel respiro. Si sente protetto, al sicuro, avvolto com’è in quel contatto pelle a pelle con un corpo caldo, vivo, accogliente, capace di garantirgli al tempo stesso latte e amore! «La relazione con la madre è unica, senza uguali (…) il prototipo di tutte le successive relazioni d’amore» (Freud, 1910).
Attraverso il pianto, il sorriso, lo sguardo, i gesti (i suoi unici “strumenti” di comunicazione per ora!) il piccolo cerca di far capire alla madre chi è e che cosa vuole. E lei? Quei messaggi “in codice” li recepisce, ne interpreta il significato e glieli traduce in parole pensabili, comunicabili. Un dialogo costante ma alquanto curioso! I loro due corpi si fondono completamente. Le loro due anime si trasformano in una. «Lei è il bambino e il bambino è lei» (Winnicott, 1957). Che simbiosi! Stavolta Cupido le ha scagliate proprio bene le sue frecce, no? E adesso nessuno osi separare gli innamorati! Desiderosi ed “affamati” l’uno dell’altro, perfettamente abili nel “riconoscersi” a vicenda: qui si prospetta amore eterno! Tuttavia, almeno all’inizio, la relazione presenta una certa asimmetria nel senso che il dominio che la madre esercita sul figlio non è affatto indifferente. Si mostra sensibile e reattiva ai suoi bisogni di nutrimento, cura, pulizia, contatto, protezione, affetto, interazione sociale. Media ogni sua percezione, ogni azione, ogni insight, ogni conoscenza. Nei termini proferiti da Winnicott, ha una funzione ed un ruolo “naturalmente devoti”. C’è qualcosa che il bambino potrebbe procurarsi da sé? Pare proprio di no! Il destino ha voluto egli dipendesse completamente da sua madre! Dinanzi ad una simile impetuosa “sorgente” di soddisfazione non può dunque che sostare ed “abbeverarsi”. Anzi, diciamo pure (facendoci suggerire dal Bowlby!) “attaccarsi” ad essa! Bastano pochi sorsi e… non può più fare a meno di lei! A questo punto c’è poco da fare. E’ vero che la sua immagine se l’era impressa, “scolpita” nella mente (il famoso imprinting di cui parla Lorenz!) appena dopo la nascita; ma ormai quel “colpo di fulmine” è diventato amore! Un amore che, in caso non sia corrisposto con uguale intensità o venga bruscamente interrotto senza la sua “approvazione”, può davvero spezzargli il cuore! Ed intaccare seriamente la sua felicità e il suo benessere futuri. Gli studi condotti su bambini “deprivati”, vissuti, cioè, in situazioni di estremo isolamento o abbandono, ne rappresentano una drammatica testimonianza, a dimostrazione degli effetti deleteri della carenza di cure materne sullo sviluppo delle capacità di rapporto e di apprendimento. Perché «l’amore materno nell’infanzia e nella fanciullezza è tanto importante per la salute mentale quanto lo sono le vitamine e le proteine per la salute fisica» (Bowlby, 1951).
Impossibile negare che individui adulti possano rimanere disturbati da separazioni subite nei primi anni di vita o, per lo meno, dalla discontinuità del rapporto che li ha legati alla madre. Molte forme di psiconevrosi e di disturbi caratteriali rientrano in tale categoria di “incomodi della lontananza”!
Esistono soggetti che riescono a risalire la china ed a riprendersi, in parte o del tutto, da esperienze di separazione e perdita. Questo è vero. Ma, a fare la storia, stavolta, sono i vinti, non i vincitori!

Antonietta Parmentola




BIBLIOGRAFIA

BOWLBY J., Assistenza all’infanzia e sviluppo affettivo, Armando Editore, Roma 1973.
BOWLBY J., Cure materne e igiene mentale del fanciullo, Giunti-Barbera, Firenze 1957.
BOWLBY J., L’attaccamento alla madre, Vol. I di “Attaccamento e perdita”, Boringhieri 1979.
BOWLBY J., La separazione dalla madre, Vol. II di “Attaccamento e perdita”, Boringhieri 1979.
OLIVERIO FERRARIS A., COSTABILE A., BELLACICCO D., SASSO S., Introduzione alla psicologia dello sviluppo, Editori Laterza, Bari 1999.
RUTTER M., Cure materne e sviluppo psicologico del bambino, Il Mulino, Bologna 1973.

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