sabato 1 novembre 2008

DANZA DEL VENTRE

Cenni storici

La danza del ventre è una delle danze orientali più antiche del mondo.
Se gettiamo uno sguardo alle fonti antiche più disparate, troviamo sempre traccia della danza e delle sue varie funzioni nelle società in cui si esprime. Per esempio troviamo notizie sulla danza nelle fonti greche a proposito dei riti di Dioniso e Bacco, i misteri celebrati per Persefone ecc…Così anche troviamo riferimenti biblici sulla danza (Libri Storici, Giuditta 15,12, e 15,13, Libri Prof. Geremia 31,4; 31,13 ecc.), come ne troviamo in raffigurazioni venute alla luce in India a Mohenjo Daro e Harappa. Nonostante le sue origini antichissime, che risalgono alle prime civiltà del mondo arabo, essa è stata scoperta in tempi relativamente recenti, tra il ‘700 e l’800 dai viaggiatori occidentali che si recavano per la prima volta nei paesi orientali e che rimasero affascinati dai movimenti ondulatori tipici di queste danza.
I soldati della campagna napoleonica d’Egitto del 1798 incontrarono dunque le cosiddette “Ghawàzi”, il cui nome in arabo vuol dire “coloro che invadono [i cuori]”, che erano delle gitane.
Sotto il regno di Harùn al-Rashìd in Egitto troviamo anche un’altra figura di danzatrice, molto distinta e acculturata, quelle che conosciamo come “Almee” (che in arabo vuol dire “donne sapienti”). Dalle illustrazioni dei resoconti di questi viaggiatori occidentali apprendiamo che queste danzatrici indossavano delle tuniche, voluminose fasce intorno ai fianchi, delle maniche lunghe fino al gomito eccetera. Le ‘Almee” erano delle artiste appartenenti ad un ceto alto, che danzavano di preferenza per le donne e i cui canti venivano ascoltati dagli uomini che erano in un'altra stanza.
Un incisore del XIX secolo notava invece che le danze delle Ghawàzi non erano eleganti e si distinguevano per il rapido movimento oscillatorio dei fianchi da lato a lato, e che quindi si trattava di uno “shimmy” eseguito in maniera molto rapida, probabilmente su un ritmo di 4/4. Le danzatrici ballavano, cantavano ed interagivano col pubblico. La ghawàzi, erano delle nomadi venute secoli prima dall’est dell’Egitto che vivevano in accampamenti, danzavano nelle pubbliche piazze, quindi per un pubblico anche maschile, cosa che non le rendeva ben accette alla società.

 Le schiave dell’harem

Si racconta che nel Medioevo, donne di straordinaria bellezza, venivano acquistate al mercato degli schiavi o rapite come bottino di guerra e per poi essere portate nei palazzi dei sultani.
Il padrone dell’harem le affidava poi ad esperti maestri che insegnava loro a cantare, ballare e suonare strumenti. Le schiave ballerine erano tenute a partecipare alle grandi feste organizzate nei palazzi, che duravano anche tutta la notte, ed il loro compito era quello di intrattenere gli ospiti ballando e cantando. In alcune occasioni danzavano con spade prese dalle mani degli ospiti guerrieri e, sistemandosele sulla testa, si esibivano in danze sensualissime. Al termine dello spettacolo offerto agli uomini, le schiave si recavano nella zona delle donne-mogli (harem) e continuavano a ballare fra loro, lontane da sguardi estranei.
 Benefici della danza del ventre
Esistono numerosi benefici per il corpo e per la mente che vengono associati alla pratica dell’antica arte della danza del ventre.
A livello fisico si verifica un miglioramento della circolazione sanguigna, del transito intestinale e dei dolori mestruali. I movimenti della danza del ventre potenziano la muscolatura, soprattutto della colonna vertebrale, rendendola più flessibile. La nostra colonna vertebrale contiene più ossa e legamenti che qualsiasi altra parte del corpo. Le sue 33 vertebre sono accatastate insieme a formare una colonna, collegate da cartilagine e legamenti, e quasi ogni movimento del busto dipende dalla sua flessibilità ed efficienza. La danza del ventre tonifica questi muscoli, grazie ai movimenti di anca, ai cerchi, alle figure di otto, facendo in modo che le giunture ed i legamenti della parte bassa della schiena e del bacino si muovano attraverso una gamma completa di sequenze dolci e ripetitive. Questi movimenti aiutano ad incrementare il flusso del fluido sinoviale (lubrificante naturale) nelle giunture.
La danza del ventre può alleviare lo stress alla schiena, agendo contro la quasi costante compressione dei dischi che deriva da una vita sedentaria. I muscoli tonificati migliorano la postura ed aiutano a prevenire i dolori di schiena che possono essere causati da un’innaturale curvatura in avanti della colonna che subentra quando i gruppi muscolari sono deboli (lordosi). Anche le braccia e le spalle sono tenute in esercizio: i cerchi ed i movimenti sinuosi del serpente tonificano i muscoli.. I muscoli dell’addome, dei fianchi e dei glutei vengono sciolti e rinvigoriti, la vita si assottiglia assumendo un aspetto morbido e femminile grazie a movimenti sinuosi che donano beneficio anche alle parti interne dell’apparato femminile.

 Perdita di peso

La Danza del Ventre può far bruciare sino a 300 calorie all’ora. Questa stima varierà, ovviamente, a seconda dell’intensità della danza. Combinata con una dieta salutare che comprenda anche una alimentazione consapevole, la Danza del Ventre può senza dubbio essere parte di un programma di perdita di peso. Molte lezioni di danza si svolgono solo una o due volte la settimana: per risultati migliori e maggiori benefici cardiovascolari, si possono combinare flessibilità e rafforzamento muscolare della Danza del Ventre con una routine aerobica, come nuoto o bicicletta, nei giorni in cui non c’è lezione. Il corpo intero ne sentirà i benefici in quanto l’esercizio aerobico fa lavorare grandi gruppi muscolari, e la danza migliora la forza e la coordinazione dei piccoli gruppi muscolari nel busto, bacino e braccia.

 Preparazione al parto

I movimenti del Danza del Ventre costituiscono un eccellente esercizio prenatale che rinforza i muscoli utilizzati durante il parto. I muscoli addominali tonificati ed i naturali colpi di anca, che sono simili agli esercizi insegnati ai corsi pre-parto, insegnano alle madri in attesa a muovere il bacino. Per le donne che desiderano un parto naturale, questa forma di esercizio attraverso la danza, con la sua enfasi nel controllo muscolare, non solo facilita il parto naturale, ma costituisce anche un eccellente esercizio post-parto che aiuta a ritrovare velocemente il tono addominale. Durante le prime settimane che seguono il parto, quando bisogna fare attenzione per riprendersi dall’evento straordinario, questi movimenti, se fatti in maniera graduale, fanno lavorare i muscoli dolcemente ed in modo efficace.

 Riduzione dello stress e benefici psicologici

In quest’epoca di stress quasi continuo, il ritmo sottile della Danza del Ventre ed i suoi movimenti tradizionali hanno un effetto calmante. I gesti ripetitivi della danza e la concentrazione necessaria per eseguirli possono aiutare una mente riempita dallo stress giornaliero a “lasciarsi andare” per un momento e rilassarsi. Uno degli effetti dello stress è che il nostro corpo si tende, causando contrazioni o spasmi muscolari, come quelli al collo, spalle o schiena. Quando un muscolo è contratto si forma acido lattico, causando dolore. Anche il flusso sanguigno al muscolo interessato diminuisce. La Danza del Ventre allunga dolcemente ed utilizza questi gruppi muscolari vulnerabili, e come questi vengono utilizzati il flusso sanguigno aumenta e l’acido lattico viene eliminato. I muscoli contratti si rilassano se vengono dolcemente esercitati. Molti medici hanno suggerito di frequentare corsi di danza del ventre come parte di riabilitazione da incidenti, grazie alle sue tecniche che rientrano nell’ambito della “fisiodanzaterapia” cioè un intervento che mira alla riabilitazione fisiomotoria attraverso specifiche tecniche di danza. Anche la musica che la accompagna non è una musica ricercata: quasi tutta è in 4 tempi o in suoi multipli e sottomultipli con le percussioni che assumono un'importanza rilevante. Sia il numero 4 che le percussioni hanno una grande valenza simbolica che, danzando, viene espressa. Il 4 corrisponde ai 4 elementi della materia, ai 4 evangelisti, ai 4 punti cardinali, ai 4 segni fissi dello zodiaco e via dicendo, nonché alle 4 parti che, schematicamente, rappresentano la manifestazione e, quindi, anche l'essere umano: corpo, emozione, mente e spirito.
I 4 piani non sono separati tra loro, agendo su uno si agisce anche sugli altri. La cosa interessante è averne la consapevolezza. Se il nostro corpo cambia, cambiano anche le nostre emozioni e i nostri pensieri. Il cambiamento può partire anche dal pensiero o dalle emozioni, ma, forse, partire dal corpo fisico da risultati più immediati perché esso è la parte più tangibile di noi. Ma lavorare sul piano mentale vuol dire anche conoscere ciò che stiamo facendo. La danza orientale racchiude delle conoscenze tradizionali che l'essere umano si tramanda dai tempi dei tempi, da Maestro a Discepolo e la danzatrice rivela, nei suoi gesti, dei grandi misteri a chi li sa vedere, così come un simbolo li rivela a chi lo sa interpretare. È evidente che l'armonia tra i nostri piani fisico, emotivo e mentale, non può far altro che aprire dei canali che portano il nostro essere verso l'elevazione, verso un contatto con la nostra parte più sacra e alla capacità, quindi, di riconoscere il sacro intorno a noi. La danza si trasforma in una meditazione in movimento, in una preghiera che non è una richiesta per l'ottenimento di qualcosa, ma un ringraziamento per la ricchezza della vita.

Il messaggio di Zhaira

La danza del ventre è la massima espressione di arte sensualità e femminilità.
La danza è scoprirsi femminile e creare armonia dentro se stesse. Questa danza è viva…è energia che si muove, è cuore e passione, è libertà di espressione, è un mistero nascosto. Non importa se il tuo fisico incarna o meno i canoni estetici, è il tuo spirito ciò che conta ed esprimere ciò che realmente sei: una donna, e in quanto tale una splendida creatura di questa terra.



Enrico Solimeo

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