lunedì 1 settembre 2008

MAMMINA…CHI SEI VERAMENTE

Essenziale risulta essere un contatto stabile e frequente tra madre e bambino.
Soprattutto nel primo anno di vita, in effetti, il piccolo è chiuso in un mondo a dimensioni opposte: il buono che è uguale alla soddisfazione dei suoi bisogni; il cattivo che corrisponde a un bisogno non appagato. Si butta, perciò, a capofitto, nella ricerca di un “fatina” in grado di esaudire tutti i suoi desideri e di “salvarlo” dalle angherie del mondo! E non serve neppure spostarsi troppo lontano!
La fata buona è sempre stata lì, ad un passo da lui.
Dal primo istante in cui è nato. O meglio, anche prima!
E’ talmente vicina (e non solo fisicamente!) che gli risulta impossibile distinguerla da se stesso.
Come se costituisse una parte di lui.
Ma una scottante rivelazione lo attende dietro l’angolo!
Ed arriva un momento in cui nella sua mente l’immagine della madre si fa nitida, distinta.
Gli è chiaro adesso che la sua persona è diversa da quella di lei.
E che, evidentemente, la fatina non è nemmeno buona quanto sembrava!
Anzi, quando vuole, sa trasformarsi in una strega brutta e cattiva!
Non lo tiene più in braccio né lo culla come prima, bensì lo lascia lunghe ore abbandonato a se stesso.
All’improvviso decide di non offrirgli più il suo latte ma la pappa.
E quando ormai egli ha imparato a camminare e può finalmente liberarsi dalla “gabbia” del suo lettino, non esita a fare la “poliziotta”, ad imporre un freno ad ogni sua curiosità, alla sua voglia di muoversi e di salpare verso mondi nuovi.
Un dubbio comincia a balenargli nel cervello: «Uffa, mammina! Non ti riconosco più. Ma tu mi vuoi bene oppure no?».
E, per la prima volta nella sua vita, si ritrova di fronte ad una scelta: «Che faccio? Conservo il tuo amore o è meglio che appaghi i miei bisogni istintivi? Io ho ancora tanto bisogno di te ma quando fai la cattiva non ti sopporto! Accidenti, quant’è difficile campare su questa terra!».
Il conflitto tra autonomia e dipendenza, dunque, è sicuramente molto acceso in tale fase della sua vita.
Al fine della formazione del carattere, però, non può che correre il rischio di… scottarsi!


Antonietta Parmentola

BIBLIOGRAFIA

BOWLBY J., Assistenza all’infanzia e sviluppo affettivo, Armando Editore, Roma 1973.
BOWLBY J., Cure materne e igiene mentale del fanciullo, Giunti-Barbera, Firenze 1957.
BOWLBY J., L’attaccamento alla madre, Vol. I di “Attaccamento e perdita”, Boringhieri 1979.
BOWLBY J., La separazione dalla madre, Vol. II di “Attaccamento e perdita”, Boringhieri 1979.
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RUTTER M., Cure materne e sviluppo psicologico del bambino, Il Mulino, Bologna 1973.

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