lunedì 2 giugno 2008

STORIA DELLA REPUBBLICA ITALIANA

Il 2 giugno 1946, dopo venti anni di fascismo e cinque anni di guerra, gli italiani votano il referendum per decidere tra Repubblica e Monarchia. Il 54,3% degli elettori sceglie la Repubblica decretando, con un margine di 2 milioni di voti, la fine della Monarchia e l’esilio dei Savoia. Viene eletta anche l’Assemblea Costituente, con il compito di scrivere la nuova carta costituzionale, frutto dei valori della Resistenza e dell'antifascismo. Nel frattempo riprende la dialettica tra le forze politiche, con la netta contrapposizione tra i partiti di sinistra e quelli cattolici e liberali, in linea con quanto sta accadendo a livello internazionale.
Finita la guerra, dunque, l’Italia si incammina verso la ricostruzione, che è sia materiale – città, case, impianti industriali e infrastrutture stradali e ferroviarie distrutte dai combattimenti e dai bombardamenti aerei – sia istituzionale, dopo gli anni del regime fascista. Negli anni del centrismo, l'Italia vive il periodo del cosiddetto "miracolo economico". Nella prima fase del centrosinistra, vengono realizzate molte riforme e si avvia un graduale coinvolgimento del Pci nel governo del Paese, che sbocca nella politica del compromesso storico e nella comune lotta alle Brigate Rosse. Seguono gli anni del pentapartito, in cui si fa luce la stella di Craxi ma si registra anche una progressiva degenerazione della politica. Nell'89 il crollo del comunismo nel mondo e nel '92-'93 l'inchiesta "Mani Pulite" e i referendum elettorali segnano la fine di un'era e di una classe dirigente, con la comparsa sulla scena di nuovi partiti e di un nuovo sistema elettorale, basato sulle coalizioni.

Fonte: http://www.romacivica.net/anpiroma/larepubblica/repubblica.htm

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