giovedì 1 maggio 2008

Lo stato civile di single con figli

Si parla spesso del fatto che quando un amore finisce capita ad alcune donne di doversi accollare tutto il carico di responsabilità che la crescita di un figlio comporta.
Ma non sempre la condizione di mamma single è la conseguenza di un addio dal compagno o di un abbandono da parte di lui; a volte è la scelta consapevole di una donna che non sente il bisogno di avere un uomo al fianco.
Questa donna vuole un figlio ma non un marito pur se sa che questa decisione le costerà caro.
Dovrà affrontare sacrifici, dovrà fare tutto da sola.
Ma niente la fa desistere: il suo desiderio di avere un bambino vince su tutto. Stanca ormai di un uomo che non si sente mai pronto, che non ne vuole sapere di fare un figlio o, magari, di un uomo che non vuole “complicazioni” perché già impegnato con un’altra.
Non ha bisogno di lui ma solo del suo seme.
Decide allora di diventare mamma senza l’ingombro di un papà.
E ci pensa la procreazione assistita ad accontentarla!
Questa donna è convinta di fare la scelta giusta, ma ha mai veramente pensato al figlio che nascerà?
Può essere davvero sicura che soddisfare il suo pur sacrosanto desiderio di maternità voglia dire, allo stesso tempo, tutelare i diritti e l’equilibrio del bambino?
Non le è mai venuto in mente che forse si sta comportando da egoista, che sta considerando solo la sua di felicità e non quella del figlio in arrivo?
Un figlio non è un diritto ma un dono della vita: è questo che essa stenta a capire.
Oltretutto, la presenza di entrambi i genitori è il requisito fondamentale per una crescita sana e completa.
Qualcuno potrebbe pensare che vivere con un solo genitore vuol dire combattere con una persona in meno!
Ma l’obiezione è d’obbligo: se si litiga con quello non si può andare a farsi consolare dall’altro!
Insomma, verrebbe da chiedersi: «Ma nel duemila esiste ancora la famiglia?».
Il quadro clinico è desolante: divorzi, abbandoni, nuclei monogenitoriali, donne che si sbarazzano di figli indesiderati e altre che conducono lotte estenuanti per averne uno.
La famiglia post-moderna, di salute precaria, sembra proprio da buttare via!
E, invece, nonostante gli innumerevoli problemi, resta una forza, una protezione, un rifugio per ognuno di noi.
Tra crisi, fallimenti e aggiustamenti di rotta, la famiglia resiste anche nel nuovo millennio. Meno male!

Antonietta Parmentola

BIBLIOGRAFIA

BONIFAZI E., PELLEGRINO A., Noi insieme, Editore Bulgarini, Firenze 1987.
EMILIANI F., ZANI B., Elementi di Psicologia sociale, Il Mulino, Bologna 1998.
OLIVERIO FERRARIS A., COSTABILE A., BELLACICCO D., SASSO S., Introduzione alla psicologia dello sviluppo, Editori Laterza, Bari 1999.
SARACENO C., La famiglia nella società contemporanea, Loescher Editore, Torino 1983.

2 commenti:

Valentino ha detto...

penso che sia una scelta egoista, i figli dovrebbero nascere da un amore

Anonimo ha detto...

Ciao sono C**o, volevo dire che questa è una scelta alquanto egoista, visto che la nascita dovrebbe avvenire in un contesto d'amore, di sani principi e di gioia. W la famiglia.
P.S.: Volevo congratularmi del Blog; ottima iniziativa.