martedì 1 aprile 2008

Wing Chun

BREVI CENNI STORICI
Tra le tradizioni culturali che, in qualche modo,abbiano influenzato,standard di vita ritroviamo in quelle cinesi strategie, principi e teorie che hanno reso i modelli comportamentali da esso derivati dei veri e propri status-quo, grosso modo, per tutti gli abitanti del globo.
E' doveroso sottolineare che le argomentazioni di cui sopra siano strettamente collegate a stili di vita che mirano ad avere, come in passato, un processo simbiotico con quelle pratiche psico-fisiche conosciute da tutti come "arti marziali".

Le arti marziali orientali suscitano un grande interesse e curiosità anche in occidente ed è quindi lecito chiedersi prima di tutto quali siano state le sue origini e quali influenze abbiano avuto nella società e nella storia delle culture.
Potremmo impiantare la data delle arti marziali con la nascita dell’esigenza di sopravvivenza dell’uomo stesso.
In realtà già quando l’uomo ha incominciato ad usare il suo corpo come strumento di caccia e autodifesa si delineavano tecniche atte a soddisfare i primordiali bisogni con il minor dispendio di energia.
Allontanandoci da un discorso di questo tipo che richiederebbe trattati di voluminose pagine di storia, antropologia e filosofia, possiamo definire che l’ istituzionalizzazione delle arti marziali, i cui percorsi impartiti in apposite accademie e scuole, sia comparsa con primi rudimentali eserciti dove “insegnare” significava tramandare di padre in figlio valori, tecniche e patrimoni culturali che assicurava al gruppo sociale d’appartenenza la sopravvivenza nel tempo.

Ciò che poi a reso le arti marziali strumento di equilibrio tra uomo e cosmo è stato l’ inserimento, all’interno di tali pratiche, di conoscenze religiose e principi filosofici.
SVILUPPO DELLE ARTI MARZIALI IN CINA
Sebbene le arti marziali in Cina si siano sviluppate come in altre aree sin dai tempi più remoti, il tempio di Shaolin sembra essere stato il fulcro in cui più esperienze marziali si fusero insieme supportate da principi buddisti, e in seguito taoisti e confuciani.
La leggenda narra d’un monaco indiano, chiamato Bodhidharma , giunto al tempio di Shao Lin (ai piedi dei monti Song Shan, nel regno di Wei, in Cina), che impartiva ad un esiguo gruppo di allievi insegnamenti riguardo un approccio nuovo al buddismo, più diretto, che comprendeva anche lunghi periodi di stasi meditativa. Per aiutare i suoi adepti a sopportare le lunghe ore di meditazione, mostrò tecniche di respirazione ed esercizi per sviluppare forza e resistenza; presupposti indispensabili per chi come loro viveva in zone dove la natura sapeva sottoporli a durissime prove di sopravvivenza.
Le tecniche di combattimento conosciute come Shaolinquan , o "lotta del tempio di Shao Lin", utilizzate dagli eserciti durante le battaglie, si svilupparono applicando i medesimi esercizi che a loro volta si fusero con conoscenze marziali proprie dei guerrieri egemonizzati.
La leggenda continua narrando che durante un incendio del tempio, voluto dall’ impero Qing soltanto pochi monaci riuscirono a salvarsi dall’agguato e dopo essersi rintanati nei meandri più remoti del regno diffusero in segreto e per tutta la Cina le loro conoscenze marziali, filosofiche e religiose con la vana speranza di una possibile rivolta, che non arrivò mai.
Oltre al buddismo , due dei più grandi filosofi cinesi, Confucio e Lao tze rispettivamente riconosciuti come i padri del confucianesimo e del taoismo ebbero una forte influenza sulle arti marziali di tutta la Cina e, conseguenzialmente, sul loro sviluppo.
Il confucianesimo con i suoi precetti morali ha avuto una importanza notevole sulle arti marziali, più precisamente nel metodo di allenamento e insegnamento.
Ancora oggi questo “rispetto dell’arcaicità” rimane vivo tanto che, all’interno delle scuole, gli studenti più anziani sono considerati come fratelli e sorelle maggiori, quelli più giovani come fratelli e sorelle minori. Tali intime relazioni sono mirate alla formazione di peculiarità quali, pazienza. disciplina ma soprattutto aggregazione.
Il Taoismo dal suo canto ha reso le arti marziali mezzo d’interazione tra l’uomo e la natura in modo da carpirne i principi che la rendono un sistema perfettamente sincronizzato in base ai bisogni ed oneri assunti da tutte le specie esistenti.
“l’uomo giusto è colui che saprà ristabilire gli equilibri di tutte le forze che lo circondano”
Oggi, le arti marziali vengono studiate in tutto il mondo e per varie ragioni: ottenere abilità di combattimento, autodifesa, sport, salute fisica, autocontrollo, meditazione, acquisire confidenza col proprio corpo, ma soprattutto consapevolezza dei propri limiti.
Storia del Wing Chun
La storia del Wing Chun comincia in Cina durante la dinastia Qing, con la distruzione del famoso monastero di Shaolin e la fuga di cinque monaci detti “i cinque immortali”.
Uno di questi monaci, o meglio una monaca, Ng Mui, si rifugiò nel monastero della “Gru Bianca” sui pendii delle montagne Daliang. Qui, al confine tra le provincie del Sichuan e dello Yunnan la leggenda vuole che Ng Mui assistesse a un combattimento tra una Gru e un Serpente. Ispirata dallo scontro e dalle peculiarità dei due contendenti, combinò i loro attacchi attuando uno schema fittizio di movimenti sinuosi ed efficaci (nonostante la loro estrema eleganza) dando così vita alle fondamenta di questo stile, ancora senza nome.
La leggenda ci tramanda che la monaca Ng Mui reclutò come sua discepola una giovane ragazza di nome Yim Wing Chun che viveva ai piedi del tempio con suo padre commerciante di soia.

Come ogni leggenda che si rispetti anche qui troviamo come antagonista un prepotente che, ammaliato dalla bellezza travolgente di questa giovane donna, le chiese di sposarlo; avendo subito un secco rifiuto iniziò, dapprima con minacce e atti intimidatori poi, a perseguitarla con palese insistenza
Yim Wing Chun dopo un lungo ed estenuante allenamento sconfisse l’uomo in un combattimento leale; uno di quelli che, all’epoca regolarmente si teneva nelle piazze dei villaggi per dilettare e stabilire una sorta di gerarchia con le comunità limitrofe. Ciò le permise di sbarazzarsi definitivamente dell’uomo, e di guadagnarsi una notevole fama di abile combattente.
La giovane donna insegnò a sua volta lo stile a suo marito, Leung Bok Chao, mercante di sale, che in onore di sua moglie chiamò quest’arte con il suo nome: Wing Chun Kuen, “La boxe di Wing Chun”.
Lo stile acquisì notorietà quando Leung Bok Chao trasmise il suo sapere a Wong wha Bo, un attore che faceva parte di una troupe teatrale che effettuava rappresentazioni su di una giunca rossa. I “giovani della giunca rossa” durante le loro rappresentazioni si truccavano così pesantemente da diventare irriconoscibili. Per questo motivo il monaco buddista Chi Shin, uno dei Cinque immortali del monastero Shaolin, scampato al grande incendio, per evitare di essere riconosciuto ed arrestato, assunse l’identità di cuoco sulla giunca rossa. In questo modo Chi Shin divenne loro amico e le sue conoscenze si fusero con quelle degli altri abitanti della giunca. Degno di essere menzionato Leung Yee Tai; si trovava sulla giunca rossa in qualità di marinaio e governando la giunca con l’aiuto di una lunga pertica attuò modifiche allo stile, diffuso ormai con successo tra gli stessi membri della giunca. In seguito Leung Yee Tai trasmise l’arte del Wing Chun a Leung Jan figlio di un ricco signore destinato a diventare un dottore.
Leung Jan divenne un esperto praticante di quest’ arte e un rinomato dottore di Fatshan i suoi numerosi successi gli fecero guadagnare il rispetto di tutti che lo soprannominarono “Il re del Kung fu”. Egli insegnò lo stile a Chan Wah Sun, maestro di Yip Man, colui che insegnò parte del programma a Bruce Lee. L'intero programma del Wing Chun, in occidente, è stato in seguito tramandato dagli allievi del Gran Maestro Yip Man.Uno dei suoi migliori allievi è Si-jo Leung Ting che ancora oggi diffonde il Wing Chun in ben 55 paesi e nella sua accademia di Hong Kong.
Principi e Valori del Wing Chun
Il Wing Chun è un'arte marziale cinese FORMATIVA, EDUCATIVA e SALUTARE.
Al giorno d’oggi, il Wing Chun viene tramandato dal SI-Fu (maestro) al To-dai secondo la tradizione cinese così come nei secoli scorsi veniva tramandato da padre in figlio all’ interno della famiglia, diffondendo valori quali:
1 Famiglia
2 Lealtà
3 rispetto
Il Wing Chun, insegnato dal Si-Fu, educa i propri allievi contro la violenza spiegando loro di non usare mai in modo improprio quanto appreso all’interno della scuola, pena l'espulsione. Allo stesso tempo si impartiscono tecniche e principi marziali che in modo efficace possono, se necessario, essere utilizzati sia per la difesa personale che per quella dei propri cari.
Questi stessi concetti e principi, traggono origine dalla filosofia orientale e possono anche essere interiorizzati e nonché applicati alla vita di tutti i giorni nei rapporti con gli altri.
Il Wing Chun, contiene tre principali correnti di pensiero Orientale; Buddismo, Confucianesimo e Taoismo:.
BUDDISMO:
Secondo la concezione buddista l’adepto affronta e si impegna duramente nei suoi esercizi mentali e fisici al fine di giungere ad un risultato che non è mai “ultimo”. Questo “continuo” sperimentare diviene l’unico mezzo per giungere alla “illuminazione”, la quale permette l’interiorizzazione di un bagaglio di “principi di consapevolezza”.
Il Buddhismo viene identificato quindi come "La Via di Mezzo", in cui si riconosce che la retta condotta di vita è il giusto equilibrio fra due estremi, evitando eccessi ed assolutismi che provocano squilibrio e quindi sofferenza.
CONFUCIANESIMO
Viene messo in evidenza il concetto di famiglia e della lealtà;
Il sistema Wing Chun è un’ amalgama di propositi concettuali provenienti dalla corrente confuciana; la quale prevede una struttura familiare di tipo nucleare che suddivide gerarchicamente i suoi praticanti. Questa istituisce un modello comportamentale atto ad introdurre un vero e proprio “status-quo”; il rispetto e la dedizione a quel "rapporto di parentela" che permette ad un giovane adepto di interiorizzare quelle esperienze di chi prima di lui ha utilizzato per raggiungere la maturità. Questo processo di crescita che prevede lo stadio di Si-hing come iniziale e quello, gia citato, di sifu come traguardo della propria crescita interiore rimane invariato nel tempo,vale a dire che ogni adepto si impegnerà con ossequiosa tenacia nel raggiungimento del proprio scopo, senza fretta ne ansia ma con la convinzione che questo sia l’unico binario verso l’illuminazione. È,in ultima analisi, interessante osservare come questo sistema familiare ponga il concetto d’obbedienza, del si-hing, come metro di giudizio e valore del proprio mentore, l’unico degno di essere menzionato sotto la nomenclatura di Si-fu. Come la rappresentazione di una retta abbiamo menzionato il punto in cui nasce e quello in cui termina, ma…
1 SI JO : Avo (capostipite)
2 SI GUNG: Nonno (gran maestro), femminile: SI TAI
3 SIFU : Padre (maestro)
4 SI HING : Fratello maggiore (istruttore) femminile: SI JE
5 TO DAI : Figlio (allievo)
6 SI DAI: Fratello minore (allievo)
7 SI MUI : Sorella minore (allieva)
8 TO SUEN : Nipote (allievo)
I principi di Confucio guadagnarono diffuso consenso tra i cinesi che lo considerarono paladino della lealtà familiare “culto degli antenati”, individuando nella famiglia la base di una forma di stato ideale. Formulò il ben noto principio "Non fare agli altri ciò che non vorresti fatto a te" (considerata Regola aurea).
TAOISMO
Secondo questa filosofia, gli opposti [ torto - ragione, bene - male, salute - malattia, luce – oscurità] vanno accettati perché, come lo yin e lo yang rappresentati nell’ immagine del tao, sono inseparabili e complementari.
“La sofferenza dell’uomo nasce proprio dalla volontà dello stesso nel non voler accettare questo continuo alternarsi delle energie (yin-yang)”
Nella pratica del Wing Chun lo studente impara ad accettare l’energia del compagno imparando quando deve cedere e quando deve agire; il tutto senza contrazioni.

Queste tre correnti di pensiero danno vita ai:
4 PRINCIPI DELL’ ENERGIA
1. Liberarsi della propria forza
2. Liberarsi dalla forza dell’avversario
3. Sfruttare la forza dell’avversario
4. Aggiungere la propria forza

4 PRINCIPI DI STRATEGIA NEL COMBATTIMENTO

1. Se la via è libera avanza.
2. Se la via non è libera attaccati al tuo avversario.
3. Se la forza dell'avversario è superiore alla tua, cedi!
4. Se l'avversario indietreggia, seguilo.

Enrico Solimeo


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Studi asiatici
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