martedì 1 aprile 2008

Libertà di pensiero

Nella nostra società l'uomo recita una parte fondamentale poiché libero di scegliere.
Il cammino per la conquista della libertà è stato, però, lungo ed irto di difficoltà; spesso, addirittura costellato di sangue e di morte.
Fino al Rinascimento, in effetti, la figura umana appariva come un piccolo ingranaggio di una immensa macchina e quindi non era "padrone" di poter usufruire della propria vita a piacer suo.
A partire dall’epoca rinascimentale, invece, essa acquista una certa importanza poiché, per la prima volta, si riconosce all'uomo il diritto di plasmare la propria vita; si raggiunge, cioè, la convinzione che la vita umana non è decisa prima ma è l’individuo stesso che la cambia nel momento in cui compie delle scelte.
Ancora oggi, pur avendo la fortuna di vivere in uno stato democratico, probabilmente non sempre abbiamo le idee chiare sull’esatto significato del termine libertà.
Essa si presenta come un concetto assai complesso e vario poiché lo si può analizzare sotto diversi punti di vista.
Senza dubbio, la libertà non è fare ciò che si vuole o poter volare in alto come un uccello nè poter nuotare in un immenso oceano come i pesci od avere la possibilità di correre indipendenti nella Savana; non corrisponde, insomma, ad uno spazio libero.
Non significa neppure essere ricchi od avere successo e potersi, così, togliere ogni soddisfazione ed ogni sfizio!
Essere liberi è far parte di una società dove possiamo esprimere le nostre idee, attuare le nostre scelte, difendere i nostri valori e, nello stesso tempo, rispettare le decisioni degli altri, senza voler imporre a tutti i costi il nostro volere.
Non a caso, il diritto di libertà rientra tra i diritti fondamentali dell’uomo per la piena espressione di sé e lo sviluppo della propria personalità ed è ufficialmente sancito dalla Costituzione Italiana. Nello specifico, l’articolo 21 della Costituzione prevede la libertà di manifestazione del pensiero che garantisce la possibilità, a tutti i cittadini, di esprimere le proprie opinioni poiché è solo dal dibattito e dalla discussione che si può ottenere un’effettiva crescita dell’uomo.
Tale articolo dispone che "tutti hanno il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto ed ogni altro mezzo di diffusione" e pone come unico limite il “divieto di pubblicazioni di stampa, spettacoli e manifestazioni contrarie al buon costume”.
L’espressione " buon costume" è riferita alla morale dell’uomo la cui valutazione non è costante ma varia a seconda delle diverse condizioni storiche e sociali.
Pertanto, si tratta di un concetto elastico: spetta al giudice, in relazione alla sensibilità sociale esistente in un dato momento storico, stabilirne in concreto i limiti.
La libertà di pensiero non deve, inoltre, essere esercitata in modo tale da offendere l’onore e il rispetto della persona.
Fra le diverse forme in cui si può manifestare la libertà di pensiero, un rilievo particolare spetta alla libertà di informazione esercitata soprattutto da giornali, televisione, radio e stampa.
Quest’ultima, recita l’art. 21, “non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure e si può procedere a sequestro solo per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi”.
Personalmente credo che in un’epoca, come la nostra, di pluralismo e di confronto, sia necessario aprirsi al dibattito piuttosto che chiudersi fra le mura di un pensiero conforme e di “massa”!
La libertà di pensiero rappresenta, secondo me, l’elemento costitutivo di una società libera ed essendo essa parte integrante della preservazione dei diritti umani deve essere promossa incoraggiando le persone a “pensare con la propria testa” dando, in tal modo, un nuovo volto alla società postmoderna!

Antonietta Parmentola

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