sabato 8 marzo 2008

Con gli occhi delle donne

Spesso non ci si sofferma o non si è a conoscenza del motivo dell’istituzione della festa della donna…ma su questo mi soffermerò più avanti.
La donna nel corso della storia è stata sempre soggetta a continue lotte per l’affermazione dei propri diritti e della propria dignità.
Il periodo più buio e più repressivo rispetto al potere femminile lo scopriamo durante il Medioevo. Con la pubblicazione del: "Malleus Maleficarum" il clero cattolico dell'epoca accusava le donne di atti di lussuria di ogni genere, e dichiarava apertamente che ogni donna capace di guarire era per definizione una strega e che sarebbe stata bruciata; esse venivano violentate e torturate, poi messe al rogo, spesso anche davanti ai figli. La Chiesa confiscava i beni delle donne che uccideva, arricchendosi con il saccheggio; i documenti parlano di interi villaggi in cui le donne venivano annientate.
Da una legge che figura nelle XXII Tavole possiamo sinteticamente ricavare quale fosse la posizione giuridica della donna nell'antica Roma:
“Feminas, etsi perfectae aetatis sint, in tutela esse, exceptis virginibus Vestalibus.”
E' stabilito che, sebbene siano di età adulta, le donne devono essere sotto tutela, eccettuate le vergini Vestali.
Nei primi secoli della sua storia il diritto romano rifletteva le regole di una società in cui capo indiscusso era l'uomo, padrone della casa e della famglia, comprensiva anche dell'intera servitù, soltanto l'uomo godeva dei diritti politici (votare, eleggere e farsi eleggere, percorrere la carriera politica, il corsus honorum);la donna ne era del tutto esclusa; anche per esercitare i diritti civili (sposarsi, ereditare, fare testamento) aveva bisogno del consenso di un tutor, di un uomo che esercitasse su di lei la tutela: questo era il padre, poi il marito, e, all'eventuale morte del marito, il parente maschio più prossimo.Le donne quindi erano sottoposte a tutela perpetua, a qualunque età, non erano sottoposte alla patria potestas ed erano esonerate dalla tutela le vergini Vestali.
Andiamo oltre….Durante la guerra di liberazione che gli algerini hanno condotto contro il potere coloniale francese, le donne hanno pagato a duro prezzo il loro contributo, trasportando le armi dei partigiani, tenendo i collegamenti fra le campagne e i diversi gruppi urbani, in prima fila nelle manifestazioni organizzate dal Fronte di liberazione nazionale, molte di esse hanno pagato con la vita atti di eroismo in qualche modo rimasti oscuri, cadendo vittime della repressione, della tortura, della prigione e dei maltrattamenti. La Rivoluzione islamica del 1979, guidata dall'ayatollah Khomeini, è destinata a cambiare in modo profondo le condizioni della donna nelle terre islamiche; all'inizio della rivoluzione le donne partecipano in modo massiccio alle manifestazioni e alle giornate insurrezionali che costringono lo scià ad abdicare. In opposizione agli eccessi di una politica modernista di cui soltanto le donne privilegiate delle classi più alte traevano vantaggi, le donne sfoggiavano il chador per affermare la propria identità e il proprio rifiuto dell'acculturazione forzata, paradossalmente , il velo diventa il simbolo della lotta per l'emancipazione.
Ben presto il nuovo governo impone l'obbligo di portare il velo, nonostante le proteste delle donne, nel luglio 1983 diventa obbligatorio in tutti i luoghi pubblici e di lavoro,le pene previste sono assai severe: si va dalla multa fino a un anno di prigione e, soprattutto, alla bastonatura in pubblico. I Guardiani della rivoluzione non esitano a impiegare le maniere forti come insulti, getti di acido, aggressione. Il regime islamico impone il proprio modello di donna musulmana pura e, perciò, diversa dalla vituperata donna occidentale.
Il padre è il solo giudice degli interessi della figlia impubere, ha il diritto di maritarla e la figlia maggiorenne deve ottenere il suo consenso. Il ripudio dipende unicamente dalla volontà dell'uomo, e la donna può ottenere il divorzio solo in caso di impotenza del marito o di una sua lunga lontananza da casa. La poligamia è permessa: il marito può avere quattro moglie legittime e anche con l'istituto del "matrimonio temporaneo", il numero di donne che vuole, senza autorizzazione da parte delle mogli. Di fatto questo istituto permette all'uomo di contrarre un matrimonio limitato nel tempo, di un'ora, un giorno, un anno, pagando una dote ai genitori, e di romperlo a suo piacimento. Con il matrimonio temporaneo molte donne vengono rifiutate e lasciate senza risorse quando non piacciono più (il marito non è tenuto al risarcimento) e che vanno a infoltire i ranghi della prostituzione. In caso di ripudio, la sposa legittima non ha più diritto all'alloggio coniugale e perde la custodia dei figli, dall'età di due anni per i maschi e di sette per le femmine. Infine nessuna donna può viaggiare e lavorare senza l'autorizzazione del marito. Le donne ancor oggi algerine che hanno rifiutato di piegarsi hanno subito crudeli sanzioni: sfregiate con l'acido, mutilate, rapite e, per finire, violentate e giustiziate da "militanti" della fede. Le donne non devono essere istruite: commandos intervengono nelle scuole per terrorizzare le alunne e obbligano alla chiusura gli istituti femminili, minacciate di morte sono state costrette ad interrompere la loro attività professionale, o a scegliere l'esilio.
Proviamo a “guardarci” più da vicino….Negli ultimi decenni hanno visto in tutti i paesi occidentali una crescente presenza femminile nel mondo del lavoro, non solo dipendente, ma anche in quello autonomo e imprenditoriale; la partecipazione delle donne ai diversi ambiti di attività rappresenta uno dei cambiamenti più profondi. In Italia l'elevarsi dei livelli di scolarizzazione e il sempre maggiore protagonismo sociale delle donne hanno provocato un ampliamento dei possibili campi in cui poter investire le proprie capacità e le proprie competenze.
Nell'ultimo decennio del XIX secolo, il lavoro delle donne è ormai un fenomeno di tale importanza da costituire una questione di attualità in tutti i Paesi industrializzati e, in modo particolare, all'interno del movimento operaio,in questo momento le lavoratrici cominciano a prendere parte dei movimenti di rivendicazione; le motivazioni corrispondono al desiderio di autonomia cioè di realizzare un'idea propria, di misurarsi con le proprie capacità e abilità. Movimenti che si propongono la parità giuridica e sociale della donna nella famiglia e nella società .
La coscienza dei diritti femminili , sorta con l’illuminismo e la rivoluzione francese , divenne azione politica tra 800’ e 900’ in Gran Bretagna con la lotta delle "suffragette" per il voto ( Unione sociale e politica delle donne , fondata nel 1903 da E. Pankhurst ). Nel secondo dopo guerra , prima negli U.S.A. e poi in Europa , un nuovo movimento cui si diede di "femminismo" spinse a fondo la critica alla società "maschilista" o "sessista" contestandone la divisione in ruoli sessuali . In Italia il movimento femminile si sviluppò in stretto rapporto con il movimento operaio e si impegnò nella battaglia per il diritto al lavoro e la parità salariale ( Unione donne italiane , con la rivista , "Noi donne" ) ; le donne ebbero il voto nel 1946 ; dopo il 1968 il movimento femminile ampliò la sua area di diffusione , impegnandosi attivamente per la legge sul divorzio , il nuovo diritto di famiglia , la legalizzazione dei contraccettivi e poi dell’aborto , l’istituzione dei consultori familiari . In ogni tempo, le donne hanno portato il loro contributo al mantenimento della famiglia, sia nei campi che nella città, ma è nel XIX secolo, con l'industrializzazione dell'Europa e dell'America del Nord che esse entrarono in massa nel mercato del lavoro.L’Italia degli anni 60 favorisce un massiccio ingresso delle donne nel mondo del lavoro e il loro esodo dalle campagne verso le città; oltre a questo, aumentano le donne che compiono gli studi universitari e quelle che fanno carriera a tutti i livelli nel settore terziario. Particolare importanza assume la solenne Dichiarazione del principio di uguaglianza degli uomini e delle donne approvata a Parigi nel 1967, poiché, malgrado le numerose affermazioni della pari dignità di tutti gli esseri umani, rimangono in vita gravi discriminazioni nei confronti della donna. Gli anni '80 registrano un forte afflusso di donne nel mondo degli affari e delle professioni liberali. La crisi degli anni Novanta, dovuta ad una recessione economica, colpisce tutti i Paesi industrializzati e tocca, ancora una volta, più le donne che gli uomini.
Il secolo che si sta concludendo ha visto le donne penetrare in forze nel mondo del lavoro, e ciò per ragioni economiche, politiche, ma anche psicologiche,nonostante tutte le difficoltà, sembra ormai acquisito, per la maggioranza delle donne, che il lavoro sia una condizione indispensabile per la loro indipendenza economica e per il loro sviluppo personale;è comunque incontestabile che le donne abbiano superato una dopo l'altra le barriere che la società costruita dagli uomini e per gli uomini aveva loro opposto. E' cambiata soprattutto la loro mentalità: ormai è quasi generalmente accettato che una ragazza debba preoccuparsi del proprio futuro professionale allo stesso modo di un ragazzo; il matrimonio non è più l'unico scopo della vita, almeno nel mondo occidentale, l'indipendenza economica e la possibilità di disporre liberamente del proprio corpo e della propria anima sono esigenze comunemente accettate.
Orbene…l'origine della festa dell’8 marzo risale al 1908, quando un gruppo di operaie di una industria tessile di New York scioperò come forma di protesta contro le terribili condizioni in cui si trovavano a lavorare.
Lo sciopero proseguì per diverse giornate ma fu proprio l'8 Marzo che la proprietà dell'azienda bloccò le uscite della fabbrica, impedendo alle operaie di uscire dalla stessa.
Un incendio ferì mortalmente 129 operaie, tra cui anche delle italiane, donne che cercavano semplicemente di migliorare la propria qualità del lavoro.
Tra di loro vi erano molte immigrate, come le altre, cercavano di migliorare la loro condizione di vita. L'8 marzo ha assunto col passare del tempo, con il diffondersi e il moltiplicarsi delle iniziative, che vedevano come protagoniste le rivendicazioni femminili in merito al lavoro e alla condizione sociale, un'importanza mondiale, diventando il simbolo dei soprusi che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli e il punto di partenza per il recupero della propria dignità.
L'8 Marzo è quindi il ricordo di quella triste giornata.
Non è una "festa" ma piuttosto un evento da ricordare ogni anno come segno indelebile di quanto è accaduto lo scorso secolo. Dal famoso e triste 1908 si sono avute molteplici celebrazioni che al principio furono circoscritte agli Stati Uniti e avevano come unico scopo il ricordo della orribile fine fatta dalle operaie morte nel rogo della fabbrica. Col passare degli anni pur festeggiando queste data, è andato in massima parte perduto il vero significato di questa ricorrenza. La gran parte delle donne si “serve” di questa giornata per concedersi momenti di trasgressione nel trascorrere magari una serata con le amiche alla ricerca di qualcosa di trasgressivo..(che il 7 marzo non avrebbero ricercato e che il 9 marzo sarebbe fuori dai propri giusti canoni comportamentali ), e perché no magari anche di uno spogliarello maschile. Festeggiare la donna vuol dire farlo per tutto ciò che le donne hanno dato e continuano a dare al mondo, per quelle che hanno sofferto e si sono battute per quei diritti che oggi ci sono riconosciuti, per quelle che si ribellano per affermare le proprie idee,per tutte quelle umiliate, violentate moralmente e fisicamente…per tutte quelle deturpate in viso.. per quelle che si ribellano alle avances del superiore, per quelle che hanno lasciato un segno e non dimenticheremo mai, per tutte quelle che si impongono con forza nel mondo del lavoro e per quelle che col loro sapere lo arricchiscono.
Da Giovanna D’Arco a Rita Levi Montalcini alla mia prof. di antropologia culturale (lei non lo sa ma è stata molto importante nel mio percorso formativo).
L’8 marzo è gioia…è una mimosa…ma è soprattutto un ricordo…non dimenticate…!

Auguri a tutte voi…..


Ida Silvia Valentina Apice

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