venerdì 1 febbraio 2008

Il rapporto uomo-società

Il rapporto uomo-società è un processo dialettico,essi si co-producono e questo processo è sintetizzato in tre stadi:

L’esteriorizzazione è un processo attraverso il quale l'uomo si riversa nel mondo circostante e lo modella a suo modo L’uomo, da come lo conosciamo empiricamente, non può essere concepito prescindendo dall’incessante riversamento di se stesso dal mondo in cui si trova; non può venire inteso come un essere ripiegato su se stesso, chiuso in una qualche sfera d’interiorità, e che poi cominci a esprimersi nel mondo che lo circonda.


Con il processo di oggettivazione, il mondo umanamente prodotto, la cultura, diventa qualcosa che sta al di là di noi, sta “al di fuori”. Esso consiste in “oggetti”, sia materiali che non materiali, capaci di “resistere ai desideri dei loro produttori”. Il che, in poche parole vuol dire che una volta prodotto, questo mondo non può essere spazzato via da un semplice desiderio. Esso è là, nella sua incombenza, spesso nella sua opacità, sempre nella sua oggettività.

L’uomo costruisce un attrezzo e tramite tale azione arricchisce la totalità degli oggetti fisici presenti nel mondo.


L’interiorizzazione l’individuo si appropria contemporaneamente di vari elementi del mondo oggettivato traducendoli in fenomeni interni alla sua coscienza (che cioè gli appartengono personalmente) e distinguendoli dai fenomeni della realtà esterna. In effetti ogni società che si prolunga nel tempo, o che ha la pretesa di, si trova a fronteggiare il problema della trasmissione da una generazione all’altra dei suoi significati oggettivati, della sua “conoscenza oggettivata”. Questo problema viene affrontato mediante i processi di socializzazione, vale a dire i processi tramite cui s’insegna a una nuova generazione a vivere in accordo con i programmi istituzionali della società.
la socializzazione è quando una generazione comunica alla generazione successiva i contenuti essenziali della cultura da essa prodotta. Questo è un tema importante in quanto ogni società (e ogni istituzione) che ha intenzione di prolungare la sua esistenza nel tempo si trova a dover affrontare il problema della trasmissione dei suoi significati (significati che essa ha prodotto e anche oggettivato). E lo fa fondamentalmente attraverso il processo della socializzazione, che vuol dire non solo far apprendere alla nuova generazione i significati della cultura, ma anche i ruoli e le identità. E questo avviene anche attraverso un processo di identificazione che permette al singolo abitante di questo universo di “modellarsi”, di costruirsi, attraverso questi significati.
Lo scopo ultimo della socializzazione è la costruzione di una simmetria (o corrispondenza) tra la cosiddetta realtà oggettiva (quella che è al di fuori di noi) e la realtà soggettiva (quella che percepiamo al nostro interno).
In poche parole la società, generalmente, pretende che i suoi significati siano uguali ai nostri significati (di qui l’importanza che la società attribuisce alla comunicazione e alla “condivisione del significato”.

Raffaella Sposato

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