giovedì 29 novembre 2007

Ciao Maestro

Ha intervistato i personaggi più importanti del novecento, ma forse non ha mai capito di far parte anch’egli di questa schiera.
Enzo Biagi, è stato, assieme a Montanelli il giornalista per eccellenza, un professionista della scrittura e no un semplice cronista.
Come amava definirsi.
Avrebbe scritto anche senza un compenso economico e questo la dice lunga sulla persona prima ancora che sul giornalista.
Ha accompagnato più di quattro generazioni ed è stato sempre a passo con i tempi, nonostante le innumerevoli mutazioni che il mondo dei media hanno subito i questi anni.
Libero, schietto, onesto e coerente fino a pagarne le conseguenze.
Quando qualcuno ha deciso di sbatterlo fuori dalla Rai non ha pensato nemmeno un attimo di fare la vittima, anzi ha continuato a svolgere quello che per “un socialista senza partito e un cristiano senza chiesa” come, citando Silone, si definiva, era una grande passione e non un mestiere.
Non basterebbero articoli per raccontare la sua storia umana e professionale, dalla resistenza al governo Berlusconi, passando per gli anni settanta.
Sarebbe riduttivo persino definirlo semplicemente il cronista del novecento, data la sua innata bravura e la sua classe figlia di uno stile asciutto e di un linguaggio chiaro e mai saccente.
Ciao Enzo noi giovani giornalisti e non ti vogliamo ancora bene.



Domenico Caiazza
andreus84@libero.it

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