venerdì 1 giugno 2007

I DISABILI

Il disabile in quanto diverso dalle persone considerate “normali” porta con se lo stigma della “anormalità o malattia”.
Lo stigma è il segno o marchio attribuito, da sempre, dalla società a coloro che pur facendone parte, non rispondono ai canoni di normalità.
Tale concetto richiede un esame storico-sociologico assai lungo che brevemente si può riassumere risalendo ad epoche medievali quanto “diverso” significava “malato” e nelle famiglie aristocratiche li avevano segregati in casi ed erano guardati con gli occhi della vergogna.
Nel periodo fascista invece, furono create classi differenziate per i portatori di handicap. Chi aveva un carattere più vivace degli altri coetanei era considerato “diverso” e messo nelle apposite classi
La società, nonostante il progresso delle culture occidentali, ha continuato a discriminare i diversamente abili additandoli come “malati” perché diversi dalle persone “normali”. Ebbene tale trattamento diverso,oltre a produrre discriminazione, favorisce l’emarginazione.
La discriminazione verso le persone con disabilità dipende a volte dai pregiudizi che la società crea nei loro confronti, ma sempre più spesso è dovuto al fatto che i disabili sono stati a lungo dimenticati.
Un altro stigma che la società attribuisce ai disabili è la tristezza. Visto che il disabile è malato, deve assolutamente essere triste per questa sua condizione ed è per questo si attribuisce ai diversamente abili un senso di compassione. Tale luogo comune deve scomparire perché sono altri i fattori che determinano la fruizione del tempo libero: i soldi,la mobilità,i trasporti,le persone.
La società dovrebbe abbandonare alcune idee nei confronti delle persone diversamente abili, perché tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali in dignità e diritti. Per raggiungere questa meta la società deve assicurarsi che le persone disabili possono godere di tutti i tipi di diritti umani: civili, sociali, politici, economici e culturali.. mettendo in pratica queste strategie, ne trarranno profitto non solo persone disabili ma tutta la società nel suo insieme.
Spostarsi per il turismo, oggi non è più un’ opportunità per pochi: è un bisogno primario,un diritto di tutti per conoscere nuovi mondi e altre culture, per scoprire realtà diverse dalla propria. Spesso si assiste a trattamenti differenziati che colpiscono l’intimo della persona disabile, che benché potesse usufruire di strutture accessibili, non sempre la sua presenza è gradita nelle stesse strutture attrezzate anche alla sua accoglienza.
Chiese, cinema, uffici, strutture e infrastrutture costituiscono una città proibita perché non permettono che le persone disabili esercitino pienamente i loro diritti fondamentali e vengono socialmente escluse.


Valentina Caruso
piccolavale86@libero.it

Nessun commento: