domenica 1 aprile 2007

PRIMO APRILE

Pesce d’ aprile
Le origini di questa festa, che si tramanda da secoli in molti paesi del mondo, sono incerte.Non si conosce esattamente il periodo in cui ebbe inizio, né per opera di chi. Gli studiosi di tradizioni popolari forniscono diverse versioni, basate più su teorie che su dati scientificamente provati, che avvolgono la nascita di questa tradizione in un alone di mistero.
L’ipotesi più accreditata negli ambienti accademici fa risalire l’origine del pesce d’aprile ad un periodo antecedente al 154 A.C., quando il primo aprile segnava l’inizio dell’anno. Più tardi, la Chiesa soppresse questa ricorrenza stabilendola il primo di gennaio. La vecchia tradizione continuò comunque a sopravvivere tra i pagani che per questo venivano derisi e scherniti.
Un’altra ipotesi, abbastanza diffusa, si rifà invece al rito pagano, legato all’antico calendario giuliano, quando il primo di aprile segnava l’inizio del solstizio di primavera. Terminato l’inverno, l’avvento della stagione primaverile segnava il rinnovamento della terra e della vita. In questa occasione, tra il 25 di marzo e il primo di aprile, si usava propiziare gli dèi offrendo doni e facendo sacrifici in loro onore. La festa era anche occasione per esprimersi in massima libertà con burle e buffonerie.
Con l’avvento del Cristianesimo, nell’Impero Romano feste di questo tipo furono sostituite con altre festività religiose al fine di far scomparire per sempre gli usi e le tradizioni pagane. Questo fu il destino che toccò anche alla festa del primo di aprile, rimpiazzata da quella della Pasqua. Le persone che, nonostante ciò, si ostinavano a festeggiare il vecchio rito pagano venivano ridicolizzate e fatte oggetto di scherzi e burle di ogni tipo. Entrambe le ipotesi, comunque, confermano la matrice pagana e buffonesca della festa, che continua tutt’ oggi, seppur con sfumature diverse in gran parte del mondo.
In alcuni paesi il giorno del 1° aprile è chiamato anche "giorno dei matti" vittime predestinate delle burle sono i sempliciotti, gli ingenui, ai quali si chiedono cose assurde. In Italia l'usanza del primo d'aprile è relativamente recente: risale al 1860-1880. la prima città ad essere contagiata dalle usanze d'Oltralpe fu Genova, importante porto commerciale. La tradizione si sviluppò prima tra i ceti medio-alti, poi prese piede anche tra il resto della popolazione.
In Italia vi è la tradizione di vendere cioccolata a forma di pesce, mentre, da parte dei ragazzi, si attaccano pesci di carta o bigliettini anche con scritte goliardiche o con la scritta "pesce d’aprile" ai vestiti degli adulti o dei coetanei.
La prima burla certa, e clamorosa, fu quella che, nel 1878, si fece radunare una grossa folla a Firenze per assistere alla cremazione d’un nobile indiano... ma alla fine fu cremato solo un gigantesco pesce di cartapesta.
Tra gli scherzi più riusciti ci sono stati quelli fatti attraverso gli organi d’informazione. Sulla stampa di fine Ottocento e d’inizio Novecento si contano decine e decine di pesci d’aprile: offerte di lavoro, eredità immense, cataclismi, viaggi spaziali, eccetera. Tutte notizie create ad arte per bande di creduloni. Incredibili «edizioni straordinarie» si inventano anche ai giorni nostri. Si ricordano i titoloni di importanti testate che hanno falsamente annunciato la terza guerra mondiale o lo sbarco di marziani sulla terra. Le burle giornalistiche più riuscite, però, sono quelle abilmente celate, quelle che sono stampate a piccoli caratteri, magari in un angolino della pagina interna meno letta; notizie che, proprio per non essere evidenziate in modo clamoroso, risultano credibili e fanno moltissime «vittime».
Da ultimo, una riflessione sul motivo di chiamare pesci d’aprile le beffe fatte il primo giorno di questo mese. Ci sono varie tesi a proposito, tutte poco credibili e facilmente confutabili. Si potrebbe ipotizzare che quel pesce alluda alla vittima della burla. Sarebbe colui che, proprio come un pesce, «abbocca» all’amo cui è appeso lo scherzo e si beve qualsiasi fandonia.


Valentina Caruso
Piccolavale86@libero.it

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