domenica 1 aprile 2007

GIOVANI E POLITICA

Il compagno e presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel suo primo discorso da Capo dello Stato ha invitato i giovani ad avvicinarsi alla politica.
Il caro Giorgio, forse, si è reso conto che enormi cumuli di immondizia sono presenti, non solo, tra le strade della sua Campania, ma anche e soprattutto nei palazzi del potere. Napoli nord che conta ben quattro comuni sciolti per “presunte” infiltrazioni cammoristiche, è un esempio emblematico e lampante della spazzatura presente tra gli scranni su cui si siedono i consiglieri e le poltrone che occupano gli assessori che hanno amministrato questi comuni. Una classe dirigente giovane e altrettanto competente e trasparente potrebbe, senza dubbio, tracciare una svolta, nel panorama politico dell’area settentrionale partenopea, ma, siamo sicuri che i giovani siano “migliori” dei politicanti vecchio stile?
L’arrivismo, la corruzione e la mancanza assoluta di ideali, passione ed etica politica esistono anche nel mondo delle organizzazioni giovanili di partito. Sia a destra che a sinistra, per non parlare del cosiddetto centro moderato. La società contemporanea e i suoi malesseri non hanno risparmiato i ragazzi, che vedono la politica in una maniera completamente diversa, rispetto a come era intesa dai loro genitori. Oggi, prima ancora di iscriversi ad una organizzazione, si pensa a quale componente interna appoggiare, a quale consigliere regionale bisogna affiancarsi, a come pianificare la propria “scalata aziendale” all’interno del soggetto “politico”.
Per fortuna, non esistono solo i partiti. La politica si può fare anche attraverso l’associazionismo, il volontariato e la carta stampata.


Domenico Caiazza
andreus84@libero.it

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