giovedì 8 marzo 2007

Donne

"Il Novecento è stato il secolo della donna e delle donne",silenziosa e lenta, si è realizzata una vera e propria rivoluzione: la donna da oggetto passivo è divenuta soggetto attivo di storia.Nel 1961 si diplomarono poco più di ottocentomila ragazze,trent' anni dopo erano divenute cinque milioni e nell'ultimo decennio le iscritte all' Università superarono, per numero, i loro colleghi maschi. Tutta l'organizzazione e la struttura sociale è cambiata, i ruoli, le abitudini, i comportamenti individuali, sia maschili che femminili. La famiglia tradizionale non esiste più. In Italia questo lento processo di emancipazione, non ancora concluso, è scandito dalla lunga, oscura parentesi del fascismo e rilanciato, con la fine della guerra, dal diritto di voto...La donna ha per così dire femminilizzato una società fino ad allora esclusivamente maschile Oppure le donne hanno dovuto maschilizzarsi, accettando le regole imposte dall'uomo. Il ruolo della donna era molto limitato, con molti divieti nel periodo fascista. Essenzialmente essa era vista come madre, veniva, infatti, premiata quando aveva molti figli e discriminata qualora volesse impegnarsi in attività professionali. Quindi non c'era nessuna forma di uguaglianza. Le donne hanno conquistato il voto nel dopoguerra, esattamente nel 1945; vi erano le donne del Nord, per esempio, che avevano partecipato notevolmente alla battaglia antifascista, in vario modo e quelle donne del Sud che, invece, non avevano fatto questa esperienza. Le donne delle grandi città, che spesso avevano sofferto la fame e donne delle campagne che avevano ospitato dei prigionieri, ma che non avevano vissuto l'esperienza terribile della fame e dei bombardamenti. Nell'immediato dopoguerra c'era una grande attesa per la novità, per le conquiste che si potevano ottenere. Infatti le donne misero in piedi una vera e propria battaglia per la propria emancipazione che le portò alla conquista dei diritti civili. La vita delle donne cambia radicalmente quando si ebbe il miracolo economico. All'epoca, nelle case non c'era il gas pertanto si cucinava con la stufa a legna,non esistevano i frigoriferi, dunque, la spesa la si doveva fare tutte le mattine. Questo elettrodomestico ha segnato un passaggio di ceto, poiché è il primo segno che si stava uscendo della miseria nera,quiondi con l'introduzione degli elettrodomestici, le donne si liberavano dalle fatiche.
L'emancipazione femminile nel Nord Italia ha sempre visto una maggiore percentuale di donne nelle attività lavorative, mentre quelle del Mezzogiorno erano e sono rimaste a lungo più legate a modelli familiari tradizionali.Oggi, si assiste, dunque, ad un vero e proprio processo di unificazione.
Il Movimento Femminista è stato un movimento di straordinaria liberazione in cui le donne hanno detto: "Noi siamo padrone di noi stesse. Non accettiamo l'autoritarismo in famiglia".E' necessario che le donne si diano da fare per riaffermare, ogni volta che si ritenga necessario, che i diritti fin'ora acquisiti non debbono essere modificati da nessuno.


Valentina Caruso
piccolavale86@libero.it

2 commenti:

Emiliano ha detto...

Ciao Valentina mi chiamo Emiliano e sono di Roma , càpito casualmente e, visto che ci sono, ho letto alcune cose.
Specialmente mi sono soffermato su questo tuo post, ultimamente sono alla ricerca di informazioni
riguardo alla condizione della donna dai primordi ad oggi (senza esagerare), insomma cercare di capire l'atteggiamento, il comportamento della società nei riguardi della donna stessa, cercare testimonianze della misoginia che impervia e che è stata testimonianza in passato, come tutt'ora, di torture, razzismo, avversione nei confronti delle donne.

La tua dichiarazione "la donna da oggetto passivo è divenuta soggetto attivo di storia" sembra escludere però le testimonianze di donne vissute prima del Novecento, che hanno avuto un ruolo molto attivo, per esempio Agrippina, oppure la mecenate Olimpia Pamphilj, vero è che vivevano in posizioni alte socialmente!.

Certo è che nel Novecento si possono trovare testimonianze di cambiamento e di riconoscimento dei diritti per le donne, di questo ovviamente ne sono contento però spesso si tende a dimenticare quanto nel passato sia stata
forte l'avversione ad esempio delle varie culture religiose nei confronti appunto del sesso femminile e che tutt'ora ci portiamo dietro culturalmente.

Ultimamente mi è capitato di ascoltare politici donne che cercano di affermarsi e di acquisire potere politico
chiudendo spesso un occhio, riguardo per esempio alle quote rosa, o comportandosi come i loro colleghi uomini.
Le stesse quote rosa che creano una discriminante sulla discriminante!

Nella diversità che esiste tra donna e uomo, ma qui non voglio entrare in approfondimento perché mi rendo conto dei grossi limiti che potrei avere riguardo ad un discorso del genere, bisognerebbe trovare un senso comune o una coscienza comune che ci porti all'osservazione di noi stessi senza involucro.

Quando scrivi:"E' necessario che le donne si diano da fare per riaffermare, ogni volta che si ritenga necessario, che i diritti fin'ora acquisiti non debbono essere modificati da nessuno." L'affermazione dei diritti acquisiti, è secondo me una questione che riguarda "tutti", perché solo la donna dovrebbe combattere per i suoi diritti?
o perché solo l'uomo? e gli altri esseri viventi? Le nostre differenze non devono essere le nostre discriminanti.

Se hai qualche lettura interessante per quanto riguarda la mia piccola ricerca scrivimi.
In special modo sto cercando informazioni che parlino della storia delle donne nel cristianesimo.
Ti saluto ciao.
Emiliano da Roma

Caruso Valentina ha detto...

ciao emiliano,
mi spiace non poterti consigliare alcuna lettura in merito alla tua ricerca ma posso invitarti a collaborare attivamente col blog e magari aprire più discussioni riguardo vari temi trattati, potresti inviarmi articoli sulle due donne citate, all e mail che trovi nel blog in attesa di notizie ti invio i miei saluti...
Valentina