mercoledì 31 gennaio 2007

La morte e il morire

Oggi la maggior parte dei soggetti con lesioni traumatiche o con gravi infezioni va incontro a morte in breve tempo. Spesso la medicina prolunga la vita, ma non la sua qualità alle condizioni generali sono alterate,talvolta alcuni soggetti muoiono rapidamente,altri grazie alla medicina vivono mesi o anni più del previsto.
La morte deve essere accertata da una persona autorizzata,che ne deve certificare le cause e le circostanze.
Alla fine degli anni ’60 l’università di Harvard fissò il criterio celebrale e non cardiaco della morte. Il concetto di morte è spesso frainteso anche in ambiente medico ed infermieristico. Si può morire in due modi principali: per lo più il meccanismo della morte è scatenato dall’arresto del cuore,l’arresto della circolazione porta all’anossia di tutti gli organi,in un primo luogo dell’encefalo, che cessa di funzionare.
Quando il malato non presenta più alcun segno di attività del sistema nervoso centrale,questa morte celebrale è chiamata con il termine di “coma depasse”che colpisce i pazienti sottoposti a ventilazione artificiale.
Quanto alla morte celebrale, essa è certamente più misteriosa in quanto il suo esatto momento non può essere colto dal profano,ma la perdita dell’essere amato non viene per questo resa meno dolorosa.
Nell’impatto emotivo nel considerare morto un corpo in cui il cuore sia ancora in attività, tale fatto unitamente alla vigenza di una legge oramai non più a passo con altre nazioni europee.
L’accertamento della morte con criteri celebrali viene effettuata a cura di un’apposita commissione.
Criteri di accertamento di morte:
Stato di coma irreversibile(non provocato da farmaci o iportemia corporea)
Assenza di riflessi del tronco celebrale (la parte del cervello che presiede a tutte le funzioni vegetative);assenza di risposta allo stimolo doloroso
Assenza di riflesso della tosse
Assenza di respirazione spontanea dopo sospensione della ventilazione artificiale
Assenza di attività elettrica celebrale (Elettro Encefalogramma) .
Questi ed altri esami ed osservazioni vengono condotti per 6 ore al termine delle quali il paziente viene dichiarato morto, se uno dei due componenti all’interno della commissione è in disaccordo, la procedura viene sospesa.
In questa prospettiva si può affermare che il recente criterio di accertamento della morte, cioè la cessazione totale ed irreversibile di ogni attività encefalica non appare in contrasto con gli elementi essenziali di una corretta concezione antropologica.

Valentina Caruso
piccolavale86@libero.it

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