mercoledì 21 dicembre 2011

Pillole Antropologiche: I soprannomi di Antonella Sibilia Capitolo Primo



Un frammento colorato dei paesi del sud Italia, una pillola antropologica sui costumi tipici di un paese qualsiasi del meridione.

Ideato, diretto e realizzato da Antonella Sibilia con la preziosa collaborazione degli abitanti del paese di Polignano a mare.

Musiche di Antonio Maria Seripierri detto U'Bronx.

Quest'opera è protetta da licenza "Creative Commons" CC. Per maggiori informazioni visita qui http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/3.0/

DOTT.SSA ANTONELLA SIBILIA

sabato 12 febbraio 2011

R.A.V. project: Rivoluzione dell'Approccio ai Videogames


Sono disponibili ormai da giorni in rete i dati ottenuti da una nuova ricerca riguardante la Rivoluzione dell'Approccio ai Videogames nella società moderna.
La ricerca, con il nome di "R.A.V. project", è stata ideata da alcuni studenti della Facoltà di Sociologia dell'Università degli Studi di Napoli Federico II, in collaborazione con il Prof. Derrick de Kerckhove.
La ricerca è stata sviluppata utilizzando un approccio quantitativo attraverso la somministrazione di alcuni questionari a giovani studenti rientranti nella fascia di età compresa dai 18 ai 25 anni.
I risultati della ricerca possono essere consultati direttamente dal sito ufficiale www.ravproject.info

Di seguito la lista degli studenti del corso di laurea in Culture digitali e della comunicazione che hanno preso parte al progetto: Antonella Carbone, Diana Fevola, Giuseppe Caruso, Martina Guarino, Paolo Luongo, Pasquale Aversano, Renato Morra, Roberta Rotondo.

giovedì 30 dicembre 2010

Buone Feste !!!

Lo Staff di Antropologia Online augura a tutti BUONE FESTE !!!

domenica 6 giugno 2010

LA BESTIALITA’ DI UNA MESSA NERA

La messa nera è la versione satanica della messa cattolica. La cerimonia si svolge con pochi adepti, uniti da un forte legame di omertà. di prassi la riunione avviene in cascinali o appartamenti privati, preparati adeguatamente per l’evento. Le stanze adibite al rito sono generalmente dipinte di nero, con al centro un altare adornato con drappo scuro, simile a quelli che i cristiani usano per i funerali, sul quale viene poggiato un grosso crocifisso, rigorosamente rovesciato, ed una statuetta del diavolo con un fallo proteso. L’ambiente è reso più tenebroso dall’accensione di parecchie candele rosse o nere, dalla presenza di un teschio umano e dall’immagine dell’esagramma, che è una stella a sei punte racchiusa in un cerchio, con il disegno di un caprone al centro. Il numero dei partecipanti non supera quasi mai la ventina; le donne sono poche.
Durante la cerimonia tutti stanno in piedi e, spesso, vestono abiti scuri. Solamente il celebrante indossa un manto lungo fino ai piedi, con un cappuccio sulle spalle.
La celebrazione del rito comincia con l’invocazione a Satana in latino, secondo una liturgia che inverte perfettamente quella cattolica classica, per simboleggiare il desiderio di rovesciare i valori cristiani.
seguono poi una serie di gesti rituali che durano una ventina di minuti. Consistono in una trasformazione e parodia di preghiere cristiane, nella combustione dell’incenso, nella recita di formule sataniche e in manipolazioni di oggetti esoterici. Nella cerimonia in onore di Satana spesso è presente la sacerdotessa, una donna preferibilmente di giovane età e vergine che, completamente nuda deve rimanere distesa sull’altare.
Il sacerdote satanico prosegue il rito dissacratorio con la sconsacrazione di un’ostia rubata in una chiesa cattolica: prima con sputi di disprezzo, poi appoggiandola sul corpo della donna fino ad introdurla nella vagina. Quindi innalza un calice in cui è stato versato precedentemente un miscuglio di sperma e secrezioni vaginali, che viene bevuto da tutti, per dimostrare la propria appartenenza a Satana, il menzognero che guida le forze del male, che concederà tutti i piaceri materiali e carnali in cambio dell’anima che viene “venduta” con un patto firmato col sangue.
La spregevole cerimonia continua con un rapporto sessuale che avviene tra il sacerdote e la giovane ragazza, che sarà poi “passata”, orgiasticamente, tra i partecipanti.
In questo clima di forte tensione emotiva vengono consumate droghe, vi sono ripetute invocazioni ed inni al demonio, accompagnati sovente da uno strumento musicale suonato da uno degli adepti. I partecipanti compiono anche il rito della rinuncia alla propria natura spirituale, chiedendo a Satana l’esaltazione dei godimenti umani, con la conseguente inclinazione al peccato e annessi e connessi.
La cerimonia si conclude con la lettura dei comandamenti satanici, i ringraziamenti del celebrante al dio delle tenebre e con l’aspersione di urine.

CHIARA MARCARI

venerdì 14 maggio 2010

L'INFLUENZA DELLE DROGHE SULLA DEVIANZA MINORILE

Il problema della tossicodipendenza e dell’alcolismo è legato ad un qualcosa di esogeno, la sostanza che viene introdotta nell’organismo e che produce delle modificazioni di tipo fisiologico e psicologico; si collega, però, ad altri aspetti che influiscono sulla devianza minorile in relazione all’analisi delle eventuali modificazioni di tipo comportamentale.
Ci troviamo di fronte ad un forte stereotipo sociale che considera la tossicodipendenza e l’alcolismo strettamente collegati alla criminalità, stereotipo in genere confortato da notizie dell’opinione pubblica e da dati statistici. Entrambe queste fonti presentano la tendenza delle informazioni ad un’eccessiva generalizzazione e semplificazione. Le ricerche statistiche propongono spesso, inoltre, il difetto del falso campione, qui accentuato dal fatto che c’è anche un falso campione sociale per la tossicodipendenza e l’alcolismo. Il fenomeno infatti è molto più diffuso di quanto si creda e si sappia, non ha un confine certo; c’è un vastissimo “numero oscuro” di tossicodipendenti e alcolisti con caratteristiche psicologiche, sociologiche, culturali, ambientali ben diverse da quelle del gruppo di tossicodipendenti istituzionalmente noti. I dati di cui disponiamo non sono quindi oggettivi, generalizzabili, in quanto mancano rilevazioni attendibili e complete sull’intera popolazione coinvolta in queste problematiche.
In questo caso, allora, è importante impostare un lavoro critico, demolendo tale stereotipo per ricondurre il problema alla sua complessità, alle sue articolazioni, ai suoi significati e facendo chiarezza sul rapporto tra tossicodipendenze e comportamento deviante e criminale.
In genere si distingue fra un rapporto “diretto”, che riguarda i reati commessi “sotto l’effetto delle droghe” e un rapporto “indiretto”, inerente invece la delinquenza strumentale alla necessità di procurarsi la droga, allo spaccio, al traffico delle droghe, a certe aree e subculture devianti (Mannheim, 1975; Ponti, 1980; Bandini, Gatti, 1987).
Non c’è dubbio che le sostanze psicoattive alterino i processi fisiologici e psicologici: vi sono sostanze stimolanti, altre che rallentano l’attività della mente, altre che modificano la percezione della realtà, ecc. Queste alterazioni, però, non sono uniformi e costanti ma dipendono da una serie di variabili, di dimensioni psicologiche, culturali, interattive che modificano lo stesso effetto che la sostanza produce sia a livello psicologico che fisiologico. Sono determinanti, infatti, i fattori legati al singolo individuo che fa uso di droghe, come l’età, la personalità, le aspettative, l’atteggiamento, le componenti imitative, suggestive, di sfida che sono alla base di questi comportamenti. Notevole rilevanza hanno anche le circostanze, le situazioni, il tipo di contesto in cui avviene l’assunzione, se c’è o meno l’approvazione dell’ambiente circostante, il tipo di rapporto e di legame che si viene a formare tra i consumatori ecc. (Ponti, 1980).
Nonostante le numerose ricerche effettuate in questo campo non è stato mai dimostrato alcun tipo di relazione causale diretta e costante tra assunzione di droga e commissione di reati; è la persona in senso complesso a mettere in atto i propri comportamenti: certamente la sostanza può essere un elemento che interagisce con una serie di altri fattori ma, pur se può alterarla, non impedisce la mediazione cognitiva.
È necessario, invece, operare delle distinzioni, per esempio riguardo al tipo di droga o al grado di tossicodipendenza: in base a questi elementi cambia molto il livello di coinvolgimento della persona rispetto alla sostanza così come cambiano le conseguenze dal punto di vista delle scelte di vita della persona.
Per quanto riguarda il nesso diretto fra diversi tipi di droga e comportamenti devianti e criminali, si è visto che le sostanze ad effetto depressivo, come gli oppiacei (morfina, eroina…), solitamente non sono associate alla violenza, in quanto provocano uno stato di rilassamento generale, sia pure con variabili soggettive piuttosto differenziate. Il legame tra eroina e criminalità è quindi prevalentemente di tipo indiretto, dovuto cioè alla necessità di procurarsi dosi sempre maggiori a prezzi altissimi. Difficilmente, infatti, gli eroinomani sono persone aggressive mentre frequenti, fra questa popolazione, sono i reati contro la proprietà.
Da un punto di vista criminologico vengono considerate sostanze particolarmente dannose gli stimolanti, soprattutto le anfetamine e la cocaina le quali, se assunte per lungo tempo e in dosi massicce, possono alterare la percezione della realtà alimentando idee allucinatorie di tipo paranoico che, in alcuni casi e in situazioni particolari, possono favorire comportamenti aggressivi nel soggetto che si sente minacciato e perseguitato. Ma neanche in questo caso si può parlare di un rapporto univoco tra droghe e comportamento criminale. È preferibile, invece, affermare che queste sostanze “preparano il terreno” alla violenza in persone che hanno già strutturato disposizioni violente e aggressive (Scherer, Abeles, Fischer, 1984).
Anche per quel che riguarda droghe come l’LSD e altri allucinogeni che producono alterazioni a livello cognitivo, percettivo, motorio, non ci sono prove che dimostrano che queste sostanze di per sé causino violenza e aggressività. I loro effetti sono sempre estremamente soggettivi e mediati da dimensioni cognitive, interazionali, del gruppo in cui avviene l’assunzione.
Se, come abbiamo visto, è facilmente falsificabile un nesso diretto tra droga, di qualunque tipo e comportamenti devianti criminali, possono essere invece più rilevanti i collegamenti, i rapporti indiretti tra questi due fenomeni.
Un primo effetto indiretto, ben noto, è legato alla questione delle droghe illegali e al loro conseguente alto prezzo sul mercato; nel momento in cui c’è una dipendenza dalla sostanza, il costo alto può facilitare una commissione di reati pur di acquistare la droga. In questo caso potremmo dire che c’è un effetto strumentale: il soggetto ruba per procurarsi la “roba”; quel reato quindi non è una conseguenza diretta della sostanza ma è legato a processi sociali, a forme di interazione sociale che comprendono l’organizzazione sociale del problema droga, l’organizzazione del mercato illegale ecc.
In stretta connessione con questo aspetto c’è un altro effetto indiretto, legato al fatto che l’acquisto delle droghe illegali porta i giovani a contatto con ambienti criminali. Ciò può facilitare la permanenza in questi ambienti o l’abitudine a frequentarli; può facilitare quindi in qualche maniera la nascita di una subcultura deviante. Il mercato illegale della droga è infatti strettamente collegato con la criminalità organizzata, con la cultura dell’illegalità e con la sottocultura criminale in genere.

ANTONIETTA PARMENTOLA


BIBLIOGRAFIA
DE CATALDO NEUBURGER L. (a cura di), Nel segno del minore. Psicologia e diritto nel nuovo processo minorile, Cedam Casa Editrice Dott. Antonio Dilani, Padova 1990.
DE LEO G., La devianza minorile. Metodi tradizionali e nuovi modelli di trattamento, La Nuova Italia Scientifica, Roma 1995.
VITALE C., CIAGLIA A., CRISCITIELLO G., MURRO S., RECCHIA G., Minori educazione e giustizia, Edisud, Salerno, 1999.

venerdì 16 aprile 2010

Martino Nicoletti, Chaturman Rai: fotografo contadino dell’Himalaya, Roma, Exòrma 2010




L’opera
In uno sperduto villaggio dell’Himalaya, privo di elettricità e di ogni comodità, il giovane Chaturman, contadino e pastore appartenente all’etnia tibeto-birmana dei Kulunge, coltiva da anni una singolare passione: la fotografia.

Chaturman si entusiasma per questa arte grazie all’incontro con alcuni fotografi itineranti: enigmatici personaggi che, sino a qualche anno addietro, transitavano per i più lontani villaggi del Nepal ove offrivano la propria preziosa opera come professionisti nomadi della fotografia.

Autodidatta e sperimentatore totale, il lavoro di Chaturman si sviluppa negli anni con tenacia, a dispetto di enormi difficoltà: la rudimentale attrezzatura, la necessità di dividersi acrobaticamente tra il lavoro di agricoltore, di portatore e quello di padre di famiglia, l’approvvigionamento e lo sviluppo delle pellicole reso possibile unicamente grazie a periodici viaggi in una lontana cittadina, situata a vari giorni di cammino dal villaggio ove Chaturman vive.

Uno sguardo ai limiti del surreale, su uno dei più remoti e seducenti angoli di Asia. Un originale contributo all’antropologia visuale in ambito asiatico.

L’autore
Martino Nicoletti (Perugia 1968), etnologo, si occupa da oltre venti anni di etnografia, antropologia visuale e storia delle religioni dell’Asia meridionale e del Sud-est asiatico. Autore di numerosi saggi scientifici e opere multimediali alterna la propria attività di ricercatore a quella propriamente artistica. Attualmente vive a Glasgow, ove lavora come ricercatore presso la School of Creative and Culture Industries University of the West of Scotland.

Info:
http://www.exormaedizioni.com/
http://martinonicolettiblog.wordpress.com/

giovedì 8 aprile 2010

SATANISMO

Il satanismo è un movimento che rivolge la sua attenzione al personaggio biblico chiamato diavolo e ne fa il punto di riferimento principale della sua ritualità.
Esso si appalesa per la prima volta nel gruppo collocato ai margini della corte del re di Francia Luigi XIV (1638-1715), intorno a Catherine La Voisin, che organizzava, per le dame di corte, le prime “Messe nere”, nelle quali il diavolo veniva adorato per ottenere favori o vantaggi materiali.Una figura chiave nella storia del satanismo moderno, fenomeno in preoccupante espansione soprattutto nei giovani, è Edward Alexander “Aleister” Crowley (1875-1947) mago inglese consumatore di morfina e oppio ed “ ottimo” ciarlatano manipolatore di cervelli.
Egli coniò le regole fondamentali del satanismo, di cui la prima è : Fai ciò che vuoi, sarai tutta la Legge. Non c’è altro Dio che l’Uomo. Questo nefasto personaggio fondò a Cefalù (PA), nel marzo del 1920, in una villa presa in affitto, la leggendaria Abbazia di Thèlema. Era, nella realtà, una casa di campagna, alla quale si accedeva attraverso un sentiero situato dirimpetto all’entrata del cimitero. L’intento dichiarato di Crowley era quello di accumulare delle energie magico-sataniche per poter conquistare il mondo e piegarlo al suo dominio. Cefalù doveva essere il luogo in cui si sarebbe dovuto creare il faro che avrebbe illuminato l’umanità sotto la guida di Crowley. Egli arrivò in quella località in compagnia dell’americana Leah Faesi, sua concubina, e di Ninette Fraux, chiamata Suor Cypris, altra sua concubina. Vivevano insieme con loro i due figli che Leah aveva avuto dal marito, dal quale era divorziata. In seguito altre donne raggiunsero Crowley a Cefalù. Fu proprio in Sicilia che Crowley conquistò buona parte della sua fama di personaggio inquietante. Il suo soggiorno fu anomalo e scandalos; ben presto; ben presto cominciarono a diffondersi voci preoccupanti sul suo conto e sulla comunità con cui viveva.
Erano tali che Crowley fu chiamato dai giornali “il re della depravazione”, “l’uomo più perverso del mondo”, “la bestia umana” ecc…
Egli stesso si definì “La grande bestia dell’Apocalisse”, “Satana”. La magia di Aleister Crowley era impregnata di satanica avversione a Cristo.
Tutti i residenti dell’abbazia erano tacciati di praticare cerimonie magiche ed orgiastiche che comportavano il sacrificio di animali sotto l’influsso di droghe pesanti. Con l’avvento del fascismo, fu espulso dall’Italia da Benito Mussolini.
Il vero satanismo contemporaneo nacque con l’occultista Anton LaVey (pseudonimo di Howard Stanton Levey, morto nel 1997), che insieme al suo amico Keneth Anger, cineasta underground di Hollywood, fondò nel 1961 l’associazione chiamata Magic Circe, la quale nel 1996, a San Francisco, si trasformò in Chiesa di Satana.
Quest’organizzazione ha i suoi “sacerdoti”, la sua “Bibbia” e i suoi “comandamenti”. È perfIl satanismo è un movimento che rivolge la sua attenzione al personaggio biblico chiamato diavolo e ne fa il punto di riferimento principale della sua ritualità.
Esso si appalesa per la prima volta nel gruppo collocato ai margini della corte del re di Francia Luigi XIV (1638-1715), intorno a Catherine La Voisin, che organizzava, per le dame di corte, le prime “Messe nere”, nelle quali il diavolo veniva adorato per ottenere favori o vantaggi materiali.Una figura chiave nella storia del satanismo moderno, fenomeno in preoccupante espansione soprattutto nei giovani, è Edward Alexander “Aleister” Crowley (1875-1947) mago inglese consumatore di morfina e oppio ed “ ottimo” ciarlatano manipolatore di cervelli.
Egli coniò le regole fondamentali del satanismo, di cui la prima è : Fai ciò che vuoi, sarai tutta la Legge. Non c’è altro Dio che l’Uomo. Questo nefasto personaggio fondò a Cefalù (PA), nel marzo del 1920, in una villa presa in affitto, la leggendaria Abbazia di Thèlema. Era, nella realtà, una casa di campagna, alla quale si accedeva attraverso un sentiero situato dirimpetto all’entrata del cimitero. L’intento dichiarato di Crowley era quello di accumulare delle energie magico-sataniche per poter conquistare il mondo e piegarlo al suo dominio. Cefalù doveva essere il luogo in cui si sarebbe dovuto creare il faro che avrebbe illuminato l’umanità sotto la guida di Crowley. Egli arrivò in quella località in compagnia dell’americana Leah Faesi, sua concubina, e di Ninette Fraux, chiamata Suor Cypris, altra sua concubina. Vivevano insieme con loro i due figli che Leah aveva avuto dal marito, dal quale era divorziata. In seguito altre donne raggiunsero Crowley a Cefalù. Fu proprio in Sicilia che Crowley conquistò buona parte della sua fama di personaggio inquietante. Il suo soggiorno fu anomalo e scandalos; ben presto; ben presto cominciarono a diffondersi voci preoccupanti sul suo conto e sulla comunità con cui viveva.
Erano tali che Crowley fu chiamato dai giornali “il re della depravazione”, “l’uomo più perverso del mondo”, “la bestia umana” ecc…
Egli stesso si definì “La grande bestia dell’Apocalisse”, “Satana”. La magia di Aleister Crowley era impregnata di satanica avversione a Cristo.
Tutti i residenti dell’abbazia erano tacciati di praticare cerimonie magiche ed orgiastiche che comportavano il sacrificio di animali sotto l’influsso di droghe pesanti. Con l’avvento del fascismo, fu espulso dall’Italia da Benito Mussolini.
Il vero satanismo contemporaneo nacque con l’occultista Anton LaVey (pseudonimo di Howard Stanton Levey, morto nel 1997), che insieme al suo amico Keneth Anger, cineasta underground di Hollywood, fondò nel 1961 l’associazione chiamata Magic Circe, la quale nel 1996, a San Francisco, si trasformò in Chiesa di Satana.
Quest’organizzazione ha i suoi “sacerdoti”, la sua “Bibbia” e i suoi “comandamenti”. È perfettamente legale e collabora anche con alcuni artisti rock.

Il primato di satanismi, a livello mondiale, pare lo detenga Londra. Subito dopo ci sarebbe Torino; seguono San Francisco, Chicago e Roma, città legate tra loro da inquietanti geometrie esoteriche, come il “triangolo nero”, che a detta di taluni esperti unisce la città del diavolo per eccellenza, Torino a Londra. Secondo il sociologo Massimo Introvigne, uno dei maggiori esperti italiani dei culti esoterici, si possono distinguere quattro correnti di satanismo, a ciascuna delle quali si ispirano poi i vari gruppi, anche se poi, nella pratica la distinzione non è mai così netta e spesso riti e motivazioni si mescolano:
1) Satanismo razionalista: Satana è semplicemente il simbolo del Male, di una visione del mondo anticristiana, edonista e immorale;
2) Satanismo occultista: accetta la visione del mondo descritta dalla Bibbia, la storia della Creazione, la cacciata dal Cielo degli Angeli ribelli poi divenuti demoni, però schierandosi "dall'altra parte", al servizio del diavolo;
3) Satanismo acido: i riti si basano sull'uso di sostanze stupefacenti, orge e abusi psicologici e sessuali. Il culto del diavolo è semplicemente una scusa per eccessi e depravazioni;
4) Luciferismo: è il satanismo di derivazione maniche o gnostica. Lucifero e satana sono oggetto di venerazione all'interno di cosmogonie che ne fanno un aspetto "buono", o comunque necessario, del sacro.
I veri satanismi sono coloro che riconoscono e adorano un satana personificato, cioè il diavolo della Bibbia. Accanto a questo satanismo occultista ne vive un altro di tipo razionalista, che ha il suo maggiore rappresentante proprio in Anton Szandor LaVey.
Il satanismo razionalista si differenzia da quello occultista perché considera satana semplicemente il simbolo della rivolta contro ogni tipo di regola: “fai ciò che vuoi”, contro la religione considerata mera superstizione.

Le motivazioni che spingono un individuo ad aderire ad una setta satanica sono molteplici. Tra queste vi sono: la convinzione di ottenere vantaggi materiali di vario genere;la volontà di contestare la società in modo eccentrico e trasgressivo; il desiderio del proibito, il piacere dell’orrido e del pauroso.
I canali favorevoli per entrare in contatto con il satanismo possono essere: partecipazione a conferenze, incontri e attività varie svolte presso palestre, centri di estetica o fitness, centri di medicine o terapie alternative, club privati o presso centri di proprietà di enti pubblici; visite domiciliari effettuate particolarmente in occasioni di momenti difficili o dolorosi per la persona visitata; la somministrazione di test di personalità, dai quali si evidenziano carenze personali che sono ritenute risolvibili solo ricorrendo a servizi proposti da organizzazioni particolari; l’offerta di corsi biblici o di lettura o approfondimento di altri testi ritenuti sacri;la proposta di corsi per sviluppare le proprie potenzialità psicofisiche, o l’offerta di corsi di particolari tecniche di rilassamento, meditative; l’offerta di attività lavorative che garantirebbero successo nella vita e la possibilità di notevoli guadagni economici;la pubblicità in Internet è anche tramite per la creazione di veri e propri gruppi religiosi virtuali.
Il coinvolgimento dell’adepto inizia di prassi attraverso un processo d’iniziazione. L'iniziazione avviene tracciando sulla fronte dell'iniziato, che è nudo, il numero 666 (numero che si riferisce alla Bestia di cui si parla in Apocalisse 13, 18) con il sangue del fondatore detto "la grande Bestia". Così questi, riceve "il marchio della Bestia". L'iniziato firma anche un patto col proprio sangue, che consiste in 12 punti:
1. abiurare il battesimo 2) abiurare la fede nell’Eucarestia 3) rifiutare l’obbedienza a Dio e dire di “si” a Satana4) ripudiare la Vergine Maria. 5) rinnegare i sacramenti 6) calpestare la Croce 7) calpestare l’immagine della Vergine e dei santi 8) giurare fedeltà eterna al principe delle tenebre; giurare sulle scritture diaboliche 9)farsi battezzare nel nome del diavolo, scegliendo un nome appropriato 10) ricevere sulla coscia il marchio di appartenenza alla setta, per mezzo dell’impronta diabolica. 11) scegliersi un padrino e una madrina della setta 12) profanare delle ostie, senza profanare i tabernacoli, ma andandosi a comunicare e conservando le sacre particole per poi profanarle durante una messa nera.
I reati più comuni associati al satanismo sono: violenza carnale, maltrattamenti, tortura e uccisione di animali o di persone, profanazione di chiese, necrofilia, uso di stupefacenti, vilipendio di tombe. La drammatica abolizione di reato di plagio, nel 1981, da parte della Corte Costituzionale, non ha favorito l’individuazione e la repressione dei gruppi satanici che perseguono, al pari di altre sette distruttive, il reclutamento e le tecniche di lavaggio nel cervello. Nel nostro paese siamo pertanto di fronte a un grave vuoto legislativo. Non esiste più alcun articolo del Codice Penale che tuteli i cittadini accalappiati e plagiati da individui senza scrupoli. In questo modo i pericoli derivanti dall’espansione incontrollata di alcune sette sono seri e molteplici, com’è stato evidenziato da una complessa ed interessante indagine condotta dal Dipartimento di Pubblica sicurezza, nel Febbraio 1998, sui movimenti religiosi.
Nella società odierna il fenomeno inquieta non poco e sta assumendo una dimensione inaspettata. Lo dimostra l’ascesa di fatti ed omicidi aberranti, ispirati dal tetro mondo dei culti satanici. Negli ultimi 10 anni i crimini legati a sette dell’occulto sono raddoppiati.
Ne riportiamo alcuni:
• Novembre 1995: nel Bolognese viene trovato del materiale da utilizzare per riti esoterici in casa di un seguace della setta satanica fondata da Marco Dimitri nel 1982, denominata “i bambini di satana”, sospettato di aver narcotizzato e violentato una sedicenne durante una messa nera. La stessa setta sarà accusata di violazione di sepolcro, sottrazione di cadavere, ratto a scopo di libidine, violenza sessuale e violenza su minori.
• Nel 1996, la procura di La Spezia ha condotto una vasta indagine denominata “Operazione Diablo”, che ha coinvolto nove giovani dai diciotto ai ventisette anni. Le accuse andavano dal danneggiamento e violazione di sepolcro al furto aggravato di arredi sacri
• Nel febbraio 1996, a Milano, presso il cimitero Maggiore, sono stati ritrovati i resti di riti satanici fatti con sacrifici di animali
• Nel giugno 1996, un maestro elementare di Milano viene sorpreso a parlare per telefono di riti satanici con una maga, con chiaro riferimento a sacrifici di bambini
• Gennaio 1998: due giovani, Fabio Tollis e Chiara Marino, escono di casa per una gita e scompaiono; poco dopo altri due ragazzi di suicidano. Si scoprirà che sono due vittime degli assassini appartenenti alla setta satanica “ le Bestie di satana” che per anni ha agito nel Varesotto
• Febbraio 1999: la Digos scopre gruppi che praticano riti in cimiteri e luoghi di culto abbandonati
• Nel giugno 2000, Suor Maria Laura Mainetti viene assassinata a colpi di pietre da tre ragazzine minorenni di Chiavenna (Sondrio). Affermeranno che volevano offrire un sacrificio al diavolo
• Maggio 2005: a Palermo una ragazzina di 14 assi si suicida. Sul banco di scuola della suicida, verrà ritrovata la scritta: “Enless se ne va.Morte 666”. La numerazione usata nella frase rimanda al culto di Satana. Nel cellulare della giovane sono state rintracciate frasi inneggianti a riti demoniaci e strani soprannomi, elementi che confermerebbero i rapporti della giovane con appartenenti ad una setta.
Le poche testimonianze raccolte evidenziano anche l’esistenza di pedofili satanismi.
Cronache orribili e disumane affermano che, nel corso di alcuni riti satanici, dei bambini sono stati torturati e violentati. Ai confini dell’immaginabile umano sono, infatti, i racconti di ragazzine adolescenti offerte agli alti sacerdoti di una setta ed ai loro adepti per essere violentate. Una volta gravide, le piccole erano costrette ad abortire, su altari sacrificali, ed il feto, di quattro mesi, spartito per la purificazione dei capi che ne bevevano il sangue e poi se ne cibavano... (inchiesta condotta dalla Società Nazionale per la Prevenzione della Crudeltà Contro i Bambini di Londra). Spesso le sette acquistano i bambini dall’Est d’Europa, o pagano donne perché consegnino i loro feti a fini sacrificali.
Altri resoconti di cronaca descrivono il ripugnante rito di prelevare il sangue di un neonato, circa due litri, che viene versato in un vaso di trenta centimetri di diametro ed esposto nel primo giorno di luna nuova a partire dal segno zodiacale di nascita dello stregone. Un’ora prima dell’alba si raccoglie solo la pellicola raggrumatasi in superficie e la si ingerisce. Il procedimento è ripetuto altre volte, con altre vittime.
A Roma, esiste la Setta del Laterano, della quale farebbero parte circa 30 adepti. Sempre nella capitale sono presenti, come in altre città italiane(Milano, Firenze) gruppi assai pericolosi di satanismi metropolitani, secondo alcuni dediti al sacrificio umano. È attiva, inoltre, la setta “dell’Orgasmo nero”, i cui adepti sono stati accusati di utilizzare, durante i loro riti, droghe, sangue umano ed altresì di praticare la scarnificazione.
A Napoli troviamo la filiale italiana del “Tempio di Set” fondato da Michael Equino nel 1975. i suoi membri sono sospettati di aver organizzato, nei sotterranei dello stadio San Paolo, delle messe nere.

Il Tempio di Set
In quello stesso anno, fu riconosciuto come una chiesa non-profit e conseguì pertanto l'esenzione dalle tasse statali e federali. Si tratta di una religione altamente sofisticata e intellettuale, la cui filosofia è incentrata sull'acquisizione dell'auto-conoscenza e del potere mediante la magia, la responsabilità e la volontà. Michael Aquino, ancora a capo del Tempio di Set, è stato tenente in un'unità dell'esercito specializzata nella guerra psicologica. Si unì alla Chiesa di Satana nel 1969 mentre prestava servizio militare, divenne sacerdote nel 1970, e fu quindi promosso al grado di Magister IV, il più alto dopo quello di Sommo sacerdote, ricoperto da Anton LaVey. Nel 1975 sia differenze filosofiche, sia la percezione che LaVey stesse usando la chiesa per i suoi fini di arricchimento personale, condussero Aquino a lasciare la Chiesa di Satana, insieme con un certo numero di adepti, per fondare il Tempio di Set. In contrasto con la filosofia edonistica di Anton LaVey, la filosofia setiana aspira ad un supremo autocontrollo e al potere mediante la magia. Gli adepti si denominano Setiani perché identificano nel dio egizio Set un modello molto più complesso del Satana giudeo-cristiano. Tuttavia, essi continuano a considerare satanista la propria religione, in ciò che essa è un Sentiero della Mano Sinistra che si oppone alle tradizionali credenze giudeo-cristiane.I Setiani, sebbene credano in una divinità nel senso letterale, non adorano Set nello stesso modo in cui i Cristiani adorano Dio. Piuttosto, essi adorano Set in quanto rappresenta una coscienza più profonda e la forza individuale - così che il culto di Set è analogo al culto dell'individuo. In breve, essi non pregano Set, ma lo emulano. The Book of Coming Forth by Night (Il libro dell'avanzamento notturno), scritto da Michael Aquino, si dice con l'aiuto dello stesso Set, può essere considerato un testo sacro del Tempio. La gerarchia religiosa del Tempio di Set comprende sei gradi di iniziazione: Setiano I, Adepto II, Sacerdote/-essa di Set III, Magister/Magistra Templi IV, Magus/Maga V, e Ipsissimus/Ipsissima VI. Il nuovo membro comincia come Setiano I, quindi perviene al grado di Adepto II solo dopo essersi impadronito dei principi essenziali della magia nera. Se i novizi non pervengono entro due anni al secondo grado, vengono allontanati. Moltissimi membri rimangono al secondo livello per tutto il tempo della loro appartenenza al Tempio. Il potere esecutivo nel Tempio è detenuto dal Consiglio dei Nove, che designa sia il Sommo Sacerdote di Set sia il Direttore esecutivo. Il tempio di Set è altamente organizzato e ha membri in tutto il mondo, ma dato che evita la pubblicità e mantiene segreto il nome dei membri, non si sa con certezza quanti essi siano. Il loro sito web, The Official Temple of Set World Wide Web Site (http://www.xeper.org/pub/tos/), fornisce informazioni in sette lingue diverse.
Non si ricordano episodi di violenza coinvolgenti il Tempio di Set. Tuttavia, il Tempio nel corso degli anni è stato tormentato da azioni legali, concernenti specificamente il suo fondatore. Nel 1986, scoppiò uno scandalo che portò alla luce accuse di molestie a bambini nel centro di accoglienza diurna alla base militare di Presidio, cui Michael Aquino era stato assegnato.. Tuttavia nessuna accusa contro Aquino fu mai formalizzata. Il Tempio di Set è una religione satanista altamente organizzata, sofisticata, influente e fiorente.

CHIARA MARCARI